Coronavirus, insultata dai negazionisti dopo un post su Facebook

Coronavirus, una giovane infermiera è stata presa di mira sui social dai negazionisti dopo aver pubblicato un post sulla sua esperienza. 

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Adele Di Costanzo ha 27 anni, è stata un’ex Miss Italia e lavora da alcuni anni a Vicenza come infermiera. Il 19 Ottobre ha scoperto di essere positiva al coronavirus. I sintomi fin dall’inizio sono stati subito molto pesanti al punto che già il giorno dopo è stata ricoverata a causa di una saturazione dell’ossigeno molto bassa. Ed è per questo che il 2 Novembre ha deciso di pubblicare un post su Facebook per lanciare un appello ai suoi coetanei sulla pericolosità di questo virus anche per i più giovani: Alla faccia che il Covid non colpisce i giovani e sono tutti asintomatici. Ancora è incredibile come esistano negazionisti, persone che sono passate da “medici eroi” a danneggiare 70 auto di medici ed infermieri davanti agli ospedali”. Parole che l’hanno fatta diventare in poco tempo un vero e proprio bersaglio dei negazionisti, ovvero coloro che non credono alla reale pericolosità del coronavirus.

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Coronavirus, la giovane infermiera: “Il Covid esiste e non guarda in faccia nessuno”

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Sui social infatti la donna è stata pesantemente insultata, al punto che si è ritrovata costretta a scrivere un post per ribellarsi contro questo genere di offese che giudica inaccettabili. E così, ha cercato di spiegare ai suoi detrattori che  “da medico e quindi da persona di scienza però non posso negare e sostenere la mia posizione: il covid c’è, esiste e non guarda in faccia a nessuno. Il problema è il crollo del sistema sanitario quando tutti i posti saranno occupati. Un sistema sanitario al collasso manda un paese al collasso, non potranno esserci cure anche per chi ha un altro tipo di patologia, o un incidente ecc. Per chi mi blocca e fa il leone da tastiera: è questo il problema di esprimersi in un mondo virtuale. Tieni solo ciò che vuoi, appena vedi qualcosa che ti spiazza, che non vuoi sentire, elimini e vai. In questo modo il cervello si atrofizza e determinate aree sono iposviluppate e prive di collegamento. Ecco. Così ci si impoverisce di sentimenti e di capacità critica e si perde plasticità neuronale”.

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