Bergamo, proteste nella città simbolo della prima ondata: Gori nel mirino

Nuove proteste a Bergamo, la città simbolo della prima ondata. Nel mirino dei rivoltosi c’è il sindaco Giorgio Gori.

Bergamo proteste
Continuano le proteste dei commercianti di Bergamo (WebSource)

Notte di proteste a Bergamo, dove commercianti, partite Iva ed estremisti di destra sono scesi in piazza, arrivando fino a sotto casa del sindaco Giorgio Gori. Nel mirino dei rivoltosi, infatti, ci è finito proprio il primo cittadino bergamasco, che a dirla tutta non ha avuto lui il potere di mettere la città in zona Rossa.

Infatti a decidere le zone di criticità per il paese è stato il nuovo Dpcm, e la scelta della Lombardia è eloquente soprattutto a causa degli 11mila decessi avvenuti nella città orobica. Il popolo sceso in piazza ha dimenticato i camion militari, con la manifestazione anti-lockdown che si è conclusa con il corteo dinanzi all’abitazione del sindaco, a Citta Alta.

Per evitare gli incidenti, la Polizia ed i Carabinieri hanno deciso di presidiare la zona. Ma anche la presenza delle forze dell’ordine non hanno fermato i cori e le proteste, con i rivoltosi che hanno msotrato il loro malcontento gridando: “vergogna, vergogna!“, “libertà, libertà!” ed infine addirittura minacce al sindaco come “Gori vieni fuori“.

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Bergamo, proteste nella città simbolo della prima ondata: caos a Città Alta

Il paradosso è l’avvento delle proteste proprio a Bergamo, la città simbolo del Covid in Italia, specialmente dopo la sfilata dei carri militari, con all’interno i morti. Eppure i manifestanti sono scesi in piazza con la motivazione di protestare contro il nuovo Dpcm. Tra i messaggi, soprattutto dei ristoratori, c’era soprattutto lo slogan: “Noi non chiudiamo“.

Il corteo, partito da palazzo Frizzoni, comprendeva commercianti, partite Iva, mascherine tricolori e un gruppo di giovani di estrema destra. Dopo una lunga sfilata, i manifestanti hanno raggiunto l’abitazione del sindaco Gori, presidiando la zona per circa 45 minuti.

Tra i manifestanti, c’è chi ha chiesto più volte un confronto con il Sindaco con una delle delegazioni. Ma il corteo si è sciolto poco dopo, con i rivoltosi che hanno avuto giusto il tempo di accendere torce luminose e srotolare striscioni contro il nuovo Dpcm. Fortunatamente, nonostante la serata agitata, non c’è stato nessuno scontro con le forze dell’ordine.

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L.P.

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