Covid-19, Bassetti: “Ecco la prospettiva per Natale. Attenti agli asintomatici” 

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Covid-19, parla il virologo Matteo Bassetti. L’esperto, intervistato dal Corriere del Mezzogiorno, fa chiarezza su svariati argomenti non ancora del tutto chiari. 

Massimo Bassetti
 (Foto: Facebook)

Covid-19 tra verità, errori e prospettive. A far chiarezza quest’oggi ci ha pensato il virologo Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, intervistato dal Corriere del Mezzogiorno oggi in edicola. L’esperto ha fatto chiarezza su alcuni punti ancora non chiarissimi e ha sottolineato le varie problematiche.

Si parte dalla questione asintomatici, un argomento di discussione e confusione. Contagiano o meno? A oggi è risaputo che lo facciano, ma non sono mancati alcuni scivoloni in questi mesi dalla comunità scientifica. Fu la stessa Oms, del resto, a pronunciarsi erroneamente a tal proposito. Bassetti ora fa chiarezza definitivamente: “Certo, anche se hanno gradi diversi di contagiosità”.  

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(Foto: Getty)

Covid-19, tutto quel che c’è da sapere

Cioè che non sempre è stato evidenziato con chiarezza, infatti, è che ci sono varie ‘categorie’ di asintomatici. Ovvero: “C’è l’asintomatico che rimane sempre così ma c’è anche quello che diventa sintomatico dopo tre giorni e si trasforma in grande diffusore”. Dunque massima attenzione quando si sottovaluta tale situazione.

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Mentre per quanto riguarda la pulizia di una stanza in cui c’è stato un infetto, Bassetti evidenzia che non sempre urge una ditta specializzata. Anzi: “Basta aprire le finestre e aerare ogni giorno, per 25-30 minuti. È fondamentale. Le superfici vanno sanificate con soluzioni a base di cloro o alcol. Ma senza esagerare. I ghostbuster lasciamoli al film”.

Altra domanda molto frequente è un ritorno della positività: ci si può riammalare di coronavirus dopo un primo contagio? Il verdetto è il seguente: “Secondo alcuni studi recenti, chi si è ammalato di Covid sviluppa attraverso anticorpi neutralizzanti un’immunità che si mantiene per cinque mesi”. Per quanto riguarda invece la prospettiva natalizia, lo scenario è il seguente: “Un buon Natale se le misure di questo Dpcm riusciranno a ridurre i contagi e frenare l’ospedalizzazione. Un lockdown a Natale non ce lo possiamo permettere”.

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