Coronavirus e lo ‘scenario 4’, cosa prevede il piano dell’ISS

L’Italia si avvicina allo scenario 4, il più grave del piano ‘Prevenzione e risposta a COVID-19’ dell’Istituto Superiore di Sanità: cosa prevede

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L’Italia si avvicina sempre di più allo scenario 4 che è il più grave tra quelli inseriti nel piano ‘Prevenzione e risposta a COVID-19’ redatto dall’Istituto Superiore di Sanità. In base a quella che è la situazione vi sono precise misure da mettere in campo per arginare i contagi.

Lo scenario 4 si verifica quando vi è una trasmissibilità del virus incontrollata e la tenute del sistema sanitario nel breve periodo collassa. Tra i parametri principale che vengono tenuti in considerazione c’è l’indice di contagio Rt. L’allarme scatta quando si supera il numero 1.5 ed attualmente sono 13 le regioni che superano questa soglia. Due di queste vanno addirittura oltre il 2 e sono Piemonte (2,16) e Lombardia (2,09). Seguono Provincia di Bolzano (1,96), Valle d’Aosta (1,89), Molise (1,86), Umbria (1,67), Calabria (1,66), Puglia (1,65), Emilia Romagna (1,63), Liguria (1,54), Lazio (1,51), Friuli Venezia Giulia (1,5), Provincia di Trento (1,5).

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Conte sullo scenario 4

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Il presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha parlato dello scenario 4 nel discorso alla Camera dei Deputati: “Secondo i parametri stabiliti dal documento dell’Iss e dal ministero della Salute, condiviso in sede di Conferenza delle Regioni, il quadro epidemiologico si avvicina ad uno scenario di tipo 4. Il quadro nazionale è quindi grave, ma vi sono particolari criticità in alcune Regioni e Province autonome. In diversi casi l’Rt risulta addirittura superiore alla media nazionale che è all’1,7”. Poi annuncia: “Nel prossimo dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio e misure sempre più restrittive. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza. Questi scenari dovranno far capo all’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali”.

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