Serve un nuovo lockdown, l’allarme dell’Ordine dei medici

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Serve un nuovo lockdown, l’allarme arriva direttamente dall’Ordine dei medici di Torino che valuta insostenibile la situazione dei contagi

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Serve un nuovo lockdown, l’allarme dei medici (Getty Images)

Chiudete tutto, altrimenti non ce la faremo ad andare avanti. Questo è il senso dell’appello rivolto oggi dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Torino, ai politici nazionali e locali.

Parole che arrivano dopo tantissime richieste e segnalazioni arrivate all’Ordine ancora nelle ultime ore da medici ospedalieri e di medicina generale che operano sul territorio. La richiesta è chiara: un nuovo lockdown in Piemonte, non solo nel territorio di Torino, è fondamentale al meno per le prossime settimane. Altrimenti in rischio è che il sistema sanitario pubblico non  possa reggere la nuova ondata di ricoveri.

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Coronavirus, la sanità è al collasso (Getty)

Nessuno nasconde il peso economico che la chiusura potrebbe avere sull’economia del Paese, ma la salute prima di tutto. Lo ribadisce il dottor Guido Giustetto, rin confermato due settimane fa come presidente dell’Ordine torinese: “Siamo pienamente consapevoli delle conseguenze economiche, sociali e psicologiche che può provocare per tutte le persone un nuovo lockdown”.

Ma andare avanti così è divenatato impossibile e quindi servono misure forti.  Con questo ritmo, la sanità torinese e piemontese potrebbe nelle prossime settimane  non essere più in grado di occuparsi dei pazienti colpiti dal Covid ma nmemmeno degli altri. Perché le patologie sono molte e non tutte le forze possono essere occupate solòo nella cura dei pazienti con Coronavirus.

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Piemonte, i numeri dei contago salgono e la Regione ha già preso provvedimenti

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Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio (Getty Images)

I numeri sembrano confermare l’allarme dell’Ordine dei Medici torinese. Solo oggi, 1° novembre, in Piemonte sono stati registrati altri 161 ricoverati nei reparti Covid e in  totale ci sono 2.844, posti letto occupati, 179 dei quali in Terapia intensiva.

Già nei giorni scorsi era arrivata la decisione della Regione e del suo presidente, Alberto Cirio di chiudere alcuni pronto soccorso dell’area metropolitana torinese e non solo. Sono quelli di Lanzo, Carmagnola, Giaveno, Venaria, Cuorgnè oltre a Ceva nel Cuneese e Nizza Monferrato nell’Astigiano.

Una decisione nell’ottica di recuperare personale da destinare all’emergenza legata alla pandemia in alcuni ospadeli come San Giovanni Bosco di Torino, Rivoli, San Luigi di Orbassano, Cuneo. Alessandria e Savigliano. Sono state allestite alcune tensostrutture, in collaborazione con l’esercito e gli alpini della Brigata Taurinense. E l’Unità regionale di crisi ha anche ordinato di convertire 16 presidi ospedalieri del territorio in Covid Hospital.

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