Election Day negli Stati Uniti, i sondaggi a due giorni dal voto

Election Day negli Stati Uniti, a due giorni dal voto del 3 novembre i sondaggi vedono ancora in vantaggio un candidato

Usa Trump biden
Election Day negli Stati Uniti, gli ultimi sondaggi (Getty Images)

Joe Biden avanti in alcuni Stati decisivi per l’elezione alla Casa Bianca. Lo dice l’ultimo sondaggio del New York Times insieme al Siena Colleg: 11 punti di vantaggio in  Wisconsin, 6 in Arizona e Pennsylvania, 4 in Florida. Da qui a martedì 3 novemnbre, il vero Election Day negli Stati Uniti, prepariamoci ad impazzire di numeri e di previsioni anche se il quadro sembra abbastanza chiaro.

Lo dice anche un sondagio di Wall Street Journal e Nbc che vede il candidato democratico in vantaggio di almeno 10 punti su Trump. Ma il presidente uscente non molla e solo tra ieri e oggi ha previsto ben 10 comizi in giro per gli Usa. In fondo anche quattro anni fa fino alle elezioni tutti gli esperti lo davano dietro a Hilary Clinton e poi sappiamo come è andata a finire.

La battaglia tra i due candidati continua serrata su vari tempi,l a comicniare da quello della pandemia da Coronavirus e da come è stata affrontata. Dalla parte di Joe Biden si è schieratoi anche il virologo Anthony Fauci che ormai  è passato dal ruolo di consulente di Trump a quello di suo primo critico.

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Election Day, tutti gli orari per seguire la giornata decisiva negli Stati Uniti

Se milioni di americani hanno già votato per corrispondenza, un numero elevato anche rispetto alle previsioni delle scorse settimane, il verdetto arriverà comunque martedì 3 novembre. Indicativamente quando in Italia saranno le prime ore del mattino potremmo già conoscere il nome del nuovo presidente Usa.

Andando con ordine, il 3 novembre alle 12 italiane apriranno i primi seggi sulla costa orientale americana (da New York in giù, tanto per intenderci). Tre ore dopo, quindi dalle 15 italiane, invece sulla costa occidentale, California compresa. Le prime chiusure invece all’1 del mattino nella notte fra il 3 e il 4 novembre, in Kentucky, Georgia, Indiana,  South Carolina, Vermont e Virginia.

Mezz’ora dopo toccherà a Ohio, North Carolina e West Virginia. Molto atteso sono soprattutto i primi due che mettono sul piatto ben 33 grandi elettori (ne servono 270 per essere eletti). Alle 2 della notte italiana seggi chiusi anche in altri Stati chiave come Pennsylvania e Florida che daranno 49 grandi elettori e in altri quattordici stati compreso quello di Washington.

Alle 3 sarà la volta del Texas, che avrà ben 38 grandi elettori ed è da sempre una cassagorte preziosa per i repubblicani. Il primo verdetto però potrebbe arrivare un’ora o due dopo: chiuderanno le urne in Stati come Utah e California (55 grandi elettori) e qualcuno potrebbe canfare vittoria. A quel punto il voto in  Alaska, che sarà l’ulti,ma a chiudere i seggi, rischiano di non essere più decisivi.