Bertolaso, ex Protezione Civile: “A metà novembre saremo come a fine marzo”

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L’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso è spaventato dai numeri di questi giorni: teme un ritorno a marzo

Guido Bertolaso
Ex capo della Protezione Civile via Getty Images

Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Parole forti e preoccupanti da parte sua che osserva un grafico e subito sostiene che, dai dati, è evidente che per metà novembre saremo come fine marzo: un’Italia in ginocchio. La curva epidemiologica degli ultimi giorni, non sta regalando grosse gioie all’intera penisola, seppure molti dei contagiati sono asintomatici.

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Argomento di forte dibattito in questi giorni è stata la chiusura parziale che ha portato in strada tantissime persone a protestare, da Nord a Sud, senza distinzioni. “Il mezzo lockdown non basta, andrebbe fermato il Paese per intero, almeno per un mese. Con uno stop totale potremmo arginare la situazione e placare i contagi”.

Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile: parole dure sul Covid

Guido Bertolaso
Ex capo della Protezione Civile via Getty Images

“I pilastri per combattere l’epidemia si stanno sgretolando”, parole dure quelle dell’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che non dà un briciolo di speranza all’Italia che cammina verso il baratro. Un’altra critica va al sistema sanitario: “Dovevano essere assunti 10 mila infermieri. Dove stanno, come sono stati distribuiti?”. In un momento di collasso totale sella sanità, pone un quesito fondamentale per la salvaguardia dell’intero Paese.

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L’ex capo della Protezione Civile, per finire, dà un’ulteriore punto di vista critico della situazione facendo notare un dato: i grandi focolai, i più alti numeri di contagi, a marzo, riguardavano solo alcune regioni del Nord: perlopiù Lombardia e Veneto, adesso i numeri preoccupano l’intera Italia.

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