Caso Di Sabatino, la famiglia chiede che l’indagine venga riaperta

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I genitori di Giulia Di Sabatino continuano a chiedere che le indagine sulla morte di loro figlia venga riaperta. 

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Nella giornata di oggi è iniziato il processo contro Francesco Totaro, accusato di induzione alla prostituzione minorile e pornografia. E la famiglia di Giulia Di Sabatino spera che da questo dibattimento possano emergere dei dettagli che consentano di riaprire l’inchiesta sulla morte della loro figlia. Fino adesso infatti, la Procura ha sempre respinto la richiesta per riaprire le indagini sulla sua morte. Giulia Di Sabatino era una ragazza di 19 anni che è morta dopo essere precipitata da un cavalcavia. La famiglia non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio e continua a rivolgere appelli alla giustizia italiana per riaprire le indagini. Totaro è implicato nella sua morte, secondo i suoi genitori, in quanto sul suo cellulare vennero trovate delle foto in cui Giulia e altri due ragazze, tutte minorenni all’epoca, venivano ritratte nude. Nonostante questo però, soltanto la famiglia Di Sabatino si è costituita parte civile nel processo contro di lui. 

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Giulia di Sabatino, le dichiarazioni del legale della famiglia

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Antonio Di Gaspare, legale della famiglia, ha dichiarato ai giornalisti che anche lui, come la famiglia, confida nel fatto che da questo processo possano emergere dei dettagli utili a riaprire il processo sulla morte della 19enne. Di Gaspare ha poi aggiunto che “nella richiesta di rinvio a giudizio per Totaro il procuratore della Distrettuale aveva messo in correlazione le condotte dell’imputato con la morte di Giulia, tant’è che io stesso avevo più volte chiesto che quel fascicolo fosse acquisito a quello ormai archiviato”.  Per quanto riguarda il capo di imputazione nei confronti di Totaro, gli inquirenti non hanno dubbi sul fatto che le foto ritrovate in suo possesso rientrino perfettamente nella produzione di materiale pornografico, considerato anche che si parla di un numero molto alto di foto. Soltanto di Giulia infatti, l’uomo ne possedeva circa sessanta. La madre della 19enne ha dichiarato che non assisterà al suo processo: “Non ce la faccio. Ci sarà mio marito Luciano. Io devo andare avanti, ma è dura. Non posso arrendermi. Voglio la verità”.

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