Covid-19, coordinatore Cts: “Si rischia nuovo lockdown tra 15 giorni” 

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Covid-19, parla il coordinatore del Comitato tecnico scientifico. Secondo quanto riferito dal professor Agostino Miozzo al Corriere della Sera, è concretissimo il rischio di un nuovo lockdown in Italia. 

Malati covid anziani
 (Foto: Getty)

Altri 15 giorni di tempo, poi sarà lockdown. Ad annunciarlo è Agostino Miozzo, coordinatore del comitato tecnico scientifico, intervenuto quest’oggi ai microfoni del Corriere della Sera. Come annunciato dall’esperto, è iniziato un vero e proprio conto alla rovescia con l’ultimo DPCM. Perché se anche queste misure si dovessero rivelare fallaci al fine del contenimento della curva epidemiologica, non resterebbe altra scelta che chiudere tutto.

Quando gli si chiede infatti quanto tempo ci resta, la replica è impietosa: “Almeno due settimane, poi saremo pronti per decidere se abbiamo raggiunto il limite non compatibile e si deve passare ad un intervento più radicale come quello che abbiamo già dolorosamente sperimentato a marzo e aprile”. E c’è un solo modo per evitarlo: “Solo con il rispetto rigoroso delle regole”. 

Covid Ospedale
 (via Getty Images)

Covid-19, rischio nuovo lockdown: la conferma del Cts

E nel frattempo il sistema sanitario nazionale soffre. Come infatti spiega il dottor Miozzo, c’è attualmente una grossa pressione difficilmente sostenibile in un lungo periodo. Soprattutto in quei territori che, per assurdo, si sono fatti trovare impreparati. Una novità importante arriva dal nuovo accordo siglato nelle scorse ore, il quale prevede il coinvolgimento di pediatri e medici di famiglia che ora anche potranno effettuare tamponi rapidi e alleggerire le varie strutture sotto stress.

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Per quanto riguarda invece le scuole, altro punto dolente del territorio nostrano, il responsabile del Cts non nasconde la volontà di tenere tutto aperto se fosse possibile. Ed evidenzia un altro punto dolente tenuto poco in considerazione finora: il rischio di “trovarci centinaia di migliaia di ragazzi terrorizzati e affetti dalla sindrome della capanna”. Il tema non va assolutamente sottovalutato, né dal punto strettamente scolastico ma nemmeno da quello psicologico.

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