Alghero, drogata e violentata in una pizzeria: rinviato a giudizio l’aggressore

Una ragazza di 25 anni è stata drogata e violentata da un pizzaiolo di Alghero. L’uomo è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale e con l’aggravante di aver abusato delle condizioni di fisica e psichica della persona offesa.

Pizzeria

È successo nel pieno centro di Alghero, cittadina in provincia di Sassari, in Sardegna. Qui, le telecamere a circuito chiuso di un distributore hanno ripreso una ragazza ubriaca alle 7 del mattino in compagnia di uno sconosciuto.

La ragazza, a sua insaputa, si stava recando in una pizzeria, all’interno della quale poi si sarebbe consumata la violenza sessuale. Solo il giorno seguente, intorno alle ore 17, la ragazza si è risvegliata in stato confusionale all’interno della sua abitazione. Aveva ferite sul volto e un incisivo spezzato: sul comodino un biglietto con il nome e il numero di telefono della persona conosciuta la sera prima in un bar.

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Alghero, drogata e violentata in una pizzeria: rinviato a giudizio l’aggressore

Disabile violentata
 (Foto: Facebook)

Ad Alghero una ragazza di 25 anni è stata violentata in una pizzeria. Solamente il giorno successivo nel pomeriggio, risvegliatasi in stato confusionale ha notato ferite sul volto e un incisivo spezzato.

Sul comodino c’era una lettera con il nome e il numero di telefono dell’uomo conosciuto la sera prima al bar. La 25enne ha contattato immediatamente l’uomo per sapere cosa fosse accaduto la sera prima.

L’uomo, un pizzaiolo algherese di trent’anni, ha spiegato alla ragazza di aver trascorso la parte finale della serata con lei. Inoltre, era disposto a ripagare le spese odontoiatriche per la ricostruzione del dente. Il pizzaiolo però aveva omesso di averla violentata.

In preda a dei sospetti, la venticinquenne aveva deciso di effettuare una serie di accertamenti clinici, dopodiché si è rivolta ai carabinieri. Dopo un primo test negativo, attraverso il prelievo di un capello si è scoperta l’assunzione di Ghb, la cosiddetta “droga dello stupro”.

Qualcuno aveva aggiunto la sostanza in una bevanda della ragazza e, l’indagine affidata al sostituto procuratore Maria Paola Asara, ha portato al rinvio a giudizio del pizzaiolo con l’accusa di violenza sessuale. Con l’aggravante di aver abusato delle condizioni di fisica e psichica della persona offesa.

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