Lockdown in Francia e Germania, obiettivo salvare il Natale

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Lockdown in Francia e Germania, la decisione è presa: chiusura di molte attività commerciali per salvare il Natale e non solo

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Lockdown in Francia e Germania, le scelte di Macron (Getty Images)

Salvare vite, salvare il Natale: è il doppio obiettivo di Francia e Germania che hanno dciso di passare alle maniere forti contro il Coronavirus varando un nuovo lockdown. Musire simili a quelle sposate dal govermno italiano con il nuovo Dpcm, con la richiesta di forti sacrifici a tutta la èpopolazione e in particolare a diverse attività commerciali.

Oggi in Francia picco record con quasi 70mila nuovi casi, 767 morti e 372 rivoveri in terapia intensiva. Ecco perché il presidente Macron, parlando alla nazione, è stato chiaro:  lockdown nazionale da domani, 29 ottobre, fino al 1° dicembre senza nessuna altra esitazione.

“State a casa e rispettate le regole, se non facciamo nulla rischiamo fino a 400mila morti. La riuscita delle misure dipende dal senso civico di ognuno di noi”. L’obiettivo è quello di ridurre i contagi almeno da 40mila e 5mila al giorno, allentando la pressione sulle strutture ospedaliere. Così le scuole rimarranno aperte, con didattica a distanza solo nelle superiori”. E aperte alcune fabbriche essenziali, uffici pubblici, aziende agricole.

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Coronavirus, lockdown in tutta la Francia (Getty Images)

In generale però sarà promosso lo smart working e resteranno chiusi i negozi classificati come non essenziali, ma anche bar e ristoranti. per tutti quelli a rischio sofferenza, provvedrà lo stato con sovvezioni pubbliche.

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Angela Merkel chiude quasi tutto (Getty Images)

Parole simili a quelle di Angela Merkel che ha annunciato l’arrivo di un nuovo lockdown in Germania. Misure in vigore dal 2 novembre e saranno valide in tutto il Paese anche se alcuni governatori regionali non erano d’accordo.

il governo ha pronti 10 miliardi di euro per coprire le perdite di chi sarà costretto a chiudere. In particolare bar, ristoranti e birrerie resteranno aperti soltanto per l’asporto ma senza servizio ai tavoli. Chiusi anche gli alberghi, se non per chi viaggia a causa di motivi di lavoro, le discoteche, i locali notturni, le palestre e le piscine.

Porte aperte invece per gli asili e le scuole, teatri, cinema e sale concerti. Gli eventi sportivi, invece saranno a porte chiuse. Porte aperte infine nei negozi, a patto che garantiscano uno spazio di almeno 25 mq per ogni cliente.

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