Google, Antitrust avvia istruttoria: abuso di posizione dominante

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Torna nell’occhio del ciclone Google, con l’Antitrust che avvia un’istruttoria. Per il colosso c’è l’accusa di abuso di posizione dominante.

Google Antitrust
L’indagine dell’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato contro la multinazionale (Foto: Getty)

Nuova indagine dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato contro il colosso meglio noto come il motore di ricerca più usato al mondo. Infatti Google avrebbe fatto abuso della sua posizione dominante, con l’Antitrust che accusa la societtà controllata da Alphabet che avrebbe violato l’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea.

Infatti secondo tale articolo, si deve garantire la disponibilità e l’utilizzo dei dati per l’elaborazione delle campagne pubblicitarie di display advertising, ossia, lo spazio che editori e proprietari dei siti web mettono a disposizione per gli spazi pubblicitari.

Secondo la nota dell’Antitrust nel cruciale mercato della pubblicità online, appunto controllato da Google grazie alla sua posizione dominante, l’Autorità contesta al colosso l’utilizzo discriminatorio dell’enorme mole di dati raccolti attraverso le proprie applicazioni, impedendo ai concorrenti nei mercati della raccolta pubblicitaria online di competere in modo efficace.

Infatti Google si sarebbe rifiutato di fornire le chiavi di decriptazioneID Google“, escludendo i pixel di tracciamento di terze parti. Inoltre utilizzerebbe dei metodi per rendere la sua pubblicità più efficace di altri.

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Google, l’indagine dell’Antitrust: abuso di potere nel mercato delle pubblicità

Google Antitrust
L’accusa dell’antitrust a Google (Foto: Getty)

Nel fascicolo aperto dall’Antitrust contro Google, si legge che ad oggi il mercato delle pubblicità online ha un valore di oltre 3,3 miliardi in Italia e rappresenta il 22% delle risorse del settore dei media. Il ricavo attraverso banner, pop-up o altre forme di messaggi pubblicitari arriva da inserzionisti, agenzie e intermediari pubblicitari. Infatti una volta inserite le inserzioni, le aziende ricevono dati da Google per capire come comportarsi nelle successivi intersezioni.

Inoltre Antitrust ricorda: “Google dispone di molteplici strumenti che consentono di ricostruire in maniera dettagliata il profilo dei soggetti cui indirizzare i messaggi pubblicitari“. L’Autorità Garante con questa affermazione si riferisce al sistema Android, utilizzato da gran parte dei smartphone italiani.

Le condotte di Google, come riportato dall’Autorità Garante, sembrano avere un impatto significativo sulla concorrenza nei diversi mercati del digital advertising, con delle riprecussioni evidenti sui competitors. Infatti i comportamenti di Google riducono le risorse destinate ai produttori di siti web e agli editori. Inoltre il grandissimo potere di Google, che monopolizza il mercato, scoraggia l’innovazione tecnologica per lo sviluppo di tecnologie e tecniche pubblicitarie meno invasive. Come riporta l’Antitrust, l’indagine è iniziata martedì 27 ottobre.

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L.P.

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