Decreto Ristori, ex Ministro Tria: “Complesso e cervellotico, bisognava agire prima”

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L’ex Ministro Giovanni Tria ha rilasciato alcune dichiarazioni sul nuovo Dpcm governativo intervistato da Affaritaliani.it. 

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Lo ha definito uno “schema complesso e cervellotico”. Così infatti l’ex Ministro all’Economia Giovanni Tria ha commentato, ai microfoni di Affaritaliani.it, il Decreto Ristoro appena varato dal governo per compensare le perdite che molti commercianti subiranno a causa delle nuove misure restrittive. Per Tria “quello che avrebbero dovuto fare già con il primo lockdown e che neanche oggi hanno fatto, e infatti ora molte categorie sono esasperate, è risarcire i ricavi persi a causa della chiusura e del sacrificio fatto per tutelare la salute di tutti. Il governo avrebbe dovuto guardare gli incassi dell’anno scorso e compensare i mancati ricavi almeno all’80% e non commisurare un ristoro al 100, 200 o 300% rispetto a quello elargito durante il primo lockdown. Così non funziona perché in primavera è stato dato pochissimo e molti sono esasperati anche perché hanno investito parecchio per mettersi in regola con le norme anti-Covid”.

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Decreto Ristori, ex Ministro Tria: “Compensare il danno rispetto al fatturato delle imprese”

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La soluzione per l’ex ministro, che avrebbe già dovuto essere applicata già durante il pimo lockdown, non può che essere quella di “ricompensare il danno rispetto a quanto fatturato lo scorso anno avrebbe consentito anche di continuare a pagare tutti i dipendenti. Ma questa misura avrebbero dovuto vararla già a marzo prendendo la parte prevalente dello scostamento di bilancio e dedicarla a questi fondi anziché disperderli a pioggia, senza contare pratiche e rivoli burocratici. L’Agenzia delle Entrate è in grado di vedere quanto un’impresa ha guadagnato l’anno scorso e per i nuovi esercizi avrebbero potuto fare un conguaglio a fine anno. Un sistema semplice che i tecnici del Mef sono in grado di mettere in piedi in tempi rapidi”.

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