5 Stelle, alcuni esponenti contro il governo: “Chiudere alle 18 è follia”

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Alcuni esponenti dei 5 Stelle sono fortemente critici nei confronti delle nuove misure restrittive imposte dal governo. Lo ha rivelato Adnkronos. 

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Delle chat in cui  emergere con decisione il fatto che non tutti all’interno della maggioranza di governo hanno approvato le nuove misure restrittive contenute nel Dpcm firmato nella giornata di domenica. A rivelarlo è stato Adnkronos, che è entrato in posSesso di alcuni messaggi in cui diversi esponenti dei 5 Stelle criticano molto duramente la decisione presa dall’esecutivo guidato Giuseppe Conte. In particolar modo, viene etichettata come vera e propria “follia” la decisione di far chiudere tutti i locali alle 18. Una scelta che ha già iniziato a presentare il suo conto, con migliaia di commercianti in tutto il territorio nazionale che sono scesi in piazza a protestare. Una disobbedienza civile che potrebbe essere solo all’inizio e che risulta comprensibile a molti esponenti pentastellati. NellE chat in questione, un grillino ad esempio fa notare che la situazione è al di fuori di ogni controllo, molte categorie sono sul piede di guerra, e con tutta la comprensione che posso metterci, continuo a non capire determinate scelte. Al di là della chiusura di bar e ristoranti, perché affossare ulteriormente il mondo dello spettacolo e dello sport già in ginocchio? Perché chiudere i teatri (simbolo di cultura) se rispettavano rigorosamente le norme, e poi magari consentire l’ingresso nelle chiese? Perché le palestre, che garantivano il giusto distanziamento?”.

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5 Stelle, un deputato: “La maggior parte delle responsabilità è delle regioni”

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Un altro deputato si chiede invece “dove abbiamo sbagliato?. Nel riprendere la nostra vita con le stesse abitudini, poca flessibilità negli orari di ingresso e uscita, poca organizzazione nella sanità territoriale, e la maggior parte di queste responsabilità è delle regioni: vedi opposizioni che boicottavano Immuni, governatori che aizzavano genitori e precari contro Azzolina… La soluzione non è la decurtazione stipendi dirigenti/politici e neanche la precarizzazione degli statali, ma dare certezze: carichi 2mila euro al mese a chi viene penalizzato, sospendi affitti e bollette, ristori i costi sostenuti per la riapertura”. E naturalmente il timore che accomuna tutti questi interventi è che la stabilità del paese venga messa a rischio da questa scelta. Queste nuove misure arrivano infatti in un contesto molto diverso da quello di Marzo. Imprenditori e liberi professionisti sono ormai arrivati all’esasperazione e adesso bisogna solo sperare che gli aiuti promessi dal governo, in particolare con il varo del decreto Ristoro, arrivino in fretta. Perché di tempo per placare la disperazione di chi si ritrova costretto a chiudere nuovamente la sua attività commerciale, ne è ormai rimasto pochissimo.

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