Covid-19, direttore Aifa: “Mi sono contagiato per un’imprudenza”

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Covid-19, anche il direttore dell’AIFA ha contratto l’infezione. Il responsabile sanitario lo racconta ai microfoni del CorSera, non nascondendo un errore banale per cui ha rimediato il coronavirus. 

Nicola Magrini

Anche Nicola Magrini, direttore dell’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, ha contratto il Covid-19. E lo ha anche brillantemente superato, fortunatamente: a raccontarlo è lo stesso responsabile sanitario intervenuto quest’oggi ai microfoni del Corriere della Sera. Tutto colpa di un errore banalissimo su cui il medico specializzato in farmacologia clinica ha fatto anche mea culpa.

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Covid-19, la testimonianza del capo Aifa

L’infezione, infatti, potrebbe averla contratto da un gesto banalissimo che non dovremmo commettere mai: abbassare la mascherina. “Credo di essere stato contagiato a Bologna da un medico, mio conoscente”, ammette. Si era infatti recato in clinica per un tampone precauzionale e lì c’è stata la leggerezza: “Me l’avrebbe fatto un caro amico e collega. Dopo il prelievo mi sono fermato a parlare in corridoio con il mio amico medico, ambedue senza mascherine per alcuni minuti quasi per rilassarsi e guardarsi meglio negli occhi. Dev’essere successo lì”.

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Tant’è che il collega, poco dopo, ha scoperto la positività, mentre Magrini ha iniziato ad avvertire sintomi riconducibili a un’infezione da coronavirus finché non è giunta la certezza. “Lo riconosco, sono stato imprudente. Ero al primo mese del nuovo incarico e in quelle settimane ho visto tanta gente e stretto troppe mani”, ammette il presidente AIFA. Tutto questo è accaduto ad aprile, in pieno lockdown, e prima che la carica virale calasse in vista dell’estate.

Anche la moglie è stata contagiata, e per lei è stata fondamentale una cura a base di cortisone. Soluzione che oggi, a distanza di mesi, si è svelata la più vincente tra tutte: “Ora sappiamo che il cortisone è il cardine delle cure: è provato che riduce la mortalità. Un secondo pilastro è l’eparina. All’inizio del prossimo anno arriveranno gli anticorpi monoclonali, opzione preziosissima”. 

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