Scuole, Azzolina: “Resteranno aperte, chiuderle è solo una scorciatoia”

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Scuole, il ministro Lucia Azzolino fa il punto della situazione in pieno Covid-19. La politica resta salda sulla sua posizione: gli istituti, considerati sicuri dai dati scientifici, resteranno aperti. 

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I complimenti al dirigente scolastico regionale della Sicilia (Getty)

No alla chiusura delle scuole, sì alla digitalizzazione parziale per gli istituti superiori e piena convinzione nella sicurezza degli edifici. E’ questo, in sintesi, quanto affermato da Lucia Azzolina in un’intervista rilasciata per l’edizione odierna de La Repubblica. Il ministro dell’istruzione resta salda sulla sua posizione: le strutture scolastiche non si toccano.

“Pensavano fosse un rigore a porta vuota. Credevano di poter chiudere le scuole, vanificando l’immenso lavoro fatto quest’estate e gli stessi sacrifici dei ragazzi, senza che ci fosse alcuna reazione. Ma hanno trovato un’intera comunità fatta di docenti, personale scolastico, famiglie, studenti, pronta a parare”, afferma la referente politica.

Voglio chiarire 3 punti:1) Quest’estate ho fortemente voluto che si inserisse la didattica digitale integrata nelle…

Pubblicato da Lucia Azzolina su Venerdì 16 ottobre 2020

Scuole in tempi di Covid, parla il ministro Azzolina

Come poi spiega l’insegnante, non ci saranno novità relative alla scuola nel nuovo Dpcm in arrivo dal Governo a causa dell’impennata di contagi. Si proseguirà sull’attuale scia, dunque con le classi inferiori regolarmente aperte e il possibile utilizzo della tattica a distanza per gli alunni di età maggiore. Il tutto, ovviamente, sempre tenendo conto di eventuali focolai e problematiche legate al Covid-19.

“Le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado devono restare assolutamente e completamente aperte come lo sono oggi in quasi tutt’Italia. Per la secondaria di secondo grado, le superiori, può accadere quel che già sta accadendo: vorrei dare una notizia, la didattica a distanza è già utilizzata“, spiega Azzolina.

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Ma secondo la ministra non urge una chiusura delle scuole. E per un semplice motivo: i dati rassicuranti dell’Istitutisto superiore di sanità, per i quali queste sono appunto un contesto sicuro in piena epidemia. “Se ci sono problemi fuori dalle aule, a pagarli non possono essere gli studenti”, aggiunge la politica di Siracusa.

E non le manda a dire a Vincenzo De Luca, governatore della Campania, che ha chiuso gli istituti fino a fine ottobre: “E’ una scorciatoia, come mettere la polvere sotto il tappeto. Si pensa che non sia un costo e invece è elevatissimo e mina il futuro del Paese. Stiamo parlando di far esplodere un problema che già abbiamo tantissimo come la dispersione scolastisca”. 

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