Mafia, a breve udienza preliminare per il figlio del boss Santapaola

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Mafia, si terrà la prossima settimana l’udienza preliminare per il figlio del boss Vincenzo Santapaola, accusato di aver ucciso un suo parente. 

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Emergono nuovi dettagli sulla morte di Angelo Santapaola, parente di uno dei boss più temuti nella storia della mafia catanese. L’omicidio è avvenuto tre anni fa sorprendendo, visto la posizione che ricopriva la vittima, diversi uomini d’onore. Alcuni mesi un blitz delle forze dell’ordine portò alla cattura del fratello, Vincenzo Santapaola, accusato di essere il mandante dell’assassinio. L’udienza preliminare è stata fissata per la data del 15 Dicembre. Il figlio del boss è inoltre accusato di essersi servito di un certificato falso per crearsi un alibi che non lo collegasse al delitto. Oltre a questo, risulta anche accusato per induzione al falso e favoreggiamento. Nella prossima settimana si terrà un’udienza interlocutoria. Tra le testimonianze che lo hanno portato all’arresto ci sono quelle di diversi collaboratori di giustizia che raccontano che Vincenzo Santapaola fosse alla riunione per uccidere Angelo. 

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Mafia, Omicidio Santapaola: le dichiarazioni del Gip

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La Gip Simona Ragazzi, ha scritto nell’ordinanza che “sempre nell’accertamento svolto nel processo di primo grado, occorre ricordare che Vincenzo Santapaola, ancorché non imputato, in quella sede aveva prodotto, ad apparente smentita delle dichiarazioni dei collaboratori che gli attribuivano la presenza nel luogo di consumazione del delitto, documentazione medica, rilasciata dal Pronto Soccorso dell’Ospedale “Vittorio Emanuele” di Catania (con data 3.12.2015) in cui si dava atto che il 26 settembre 2007, egli si era presentato presso quella struttura poiché affetto da colica addominale”.  Per quanto invece riguarda l’alterazione del certificato medico si legge nell’ordinanza che “la pg delegata, nel 2016, segnalava che i registri del Pronto soccorso presentavano evidenti alterazioni. Nello specifico si rilevava che il cognome Santapaola era stato sovrascritto ad altro cognome, relativo ad altro paziente, che a nome Vincenzo, ma era residente in una cittadina etnea. Le alterazioni riguardavano anche la data di nascita, nel senso che a quella del paziente era stata sovrascritta quella di Santapaola”. A quel punto sono arrivati i riscontri. Pertanto, si procedeva all’escussione dei coniugi che confermavano il ricovero del paziente il 26 settembre 2007”.

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