Coronavirus, denuncia vicino di casa per assembramento

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A Torino una persona ha denunciato ai carabinieri il suo vicino di casa per assembramento. Ma i carabinieri hanno scoperto una realtà diversa. 

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Nella giornata di venerdì, un uomo in provincia di Torino, ha deciso di denunciare il suo vicino di casa per assembramento. Ha infatti contattato le forze dell’ordine per segnalare che nell’abitazione accanto alla sua si stava svolgendo una festa, precisando che a questa erano presenti più di sei persone. Quando però si sono recati sul luogo, i carabinieri hanno scoperto che la denuncia dell’uomo non era veritiera. Le persone presenti a questa erano infatti sei e tutte indossavano la mascherine nel rispetto delle norme per il contenimento del coronavirus. Si tratta di una delle prime segnalazioni da quando è entrato in vigore il nuovo di decreto e la speranza è che adesso non inizi tra i cittadini una vera e propria caccia alle streghe. 

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Il nuovo Dcpm è stato approvato il 13 Ottobre, avrà una durata di trenta giorni, e contiene delle nuove misure restrittive per contrastare il rapido incremento dei contagi delle ultime settimane. E uno dei divieti riguarda proprio le feste private. Nel decreto si legge infatti una raccomandazione ad evitare assembramenti all’interno delle cose così come il consiglio a non ospitare persone non conviventi. Vi è poi “un’indicazione prudenziale a usare i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private, allorché si sia in presenza di persone non conviventi”. Nel Dpcm esiste però un’eccezione che riguarda le feste “conseguenti alle cerimonie civili o religiose, con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Tra le cerimonie civili vanno sicuramente ascritte, a titolo esemplificativo, i matrimoni e le unioni civili, mentre le cerimonie religiose comprendono, sempre a titolo di esempio, quelle contemplate dalle confessioni religiose”.

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