Coronavirus, protesta infermieri a Roma: “Il Governo non si dimentichi di noi”

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Coronavirus, a Roma si è tenuta una protesta degli infermieri per protestare contro il governo e la carenza del personale necessario ad affrontare la pandemia. 

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Nella giornata di oggi, gli infermieri sono scesi in piazza a Roma per protestare per le condizioni in cui sono costretti a lavorare da quando è iniziata la pandemia di coronavirus. Andrea Bottega, segretario nazionale del sindacato degli infermieri Nursind intervistato dal sito di informazione “FanPage” ha dichiarato che “noi non siamo scesi in piazza per protestare, ma per ricordare al governo e al Parlamento l’impegno preso il 25 marzo con quel famoso discorso di Conte, in cui il premier aveva affermato ‘Non ci dimenticheremo di voi. Pensiamo che in questo momento, a metà ottobre quando si comincia a parlare di finanziaria, quando si discute su come spendere i soldi del Recovery Fund e su dove allocare le risorse economiche in arrivo, sia il momento giusto per ricordare al governo che si deve ricordare di noi. Si ricordi di noi perché vogliamo che questa categoria esca dalla quarantena. Farebbe meglio a tutto il sistema avere gli infermieri fuori dalla quarantena. Non bisogna pensare di cavarsela con una pacca sulla spalla dicendo ‘bravo, sei un eroe’, ma serve dare un segnale concreto di valorizzazione economica stipendiale e di assunzioni di personale”

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Bottega si è poi soffermato sulla carenza del personale medico-sanitario nel nostro paese, spiegando come questo renda molto più difficile affrontare nel modo più efficace possibile l’emergenza sanitaria: “in Italia ne mancano 53mila e di questi 30mila mancano nel territorio: abbiamo visto come questa sia stata una lacuna durante la pandemia. Oggi viviamo questa situazione con il coronavirus, in passato c’era l’aviaria, in futuro ci sarà altro. Dobbiamo intervenire sul nostro sistema in modo che possa reggere a queste condizioni. Noi chiediamo un contratto infermieristico. Chiediamo che venga data una indennità professionale specifica perché questa al momento è fissata in 36,15 euro lordi mensili. Questa è la valorizzazione che viene data alla nostra professione. Poi altre indennità, per il disagio dei turni, per chi lavora in particolari reparti come in malattie infettive o nelle terapie intensive. Ma il disagio professionale è pagato 36,15 euro al mese, è una vergogna”.

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