Istat, l’economia sommersa ed illegale genera l’11.9% del Pil

0
10

L’economia sommersa ed illegale ha un peso pari all’11.9% del Pil nazionale, equivalente a 211 miliardi euro: questo quanto emerso dell’ultimo rapporto Istat

L’Istat ha pubblicato un interessante rapporto riguardante quella è che l’economia sommersa e/o illegale. Si tratta di tutte le attività economiche che, per diversi motivi, sfuggono alla diretta osservazione.

Le componenti principali sono il lavoro irregolare o l’errata comunicazione di fatturato e costi. Vi si aggiungono anche elementi come fitti in nero e mance. L’economia illegale, inoltre, include attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibiti dalla legge o non autorizzati.

LEGGI ANCHE—> Borsa, Lse vende a Euronext Piazza Affari: operazione da 4,325 miliardi

Istat, l’economia sommersa ed illegale vale 211 miliardi: incidenza stabile

 

Questo flusso economico nel 2018 ha generato una somma di poco più di 211 miliardi di euro, in flessione dell’1,3% (213,9) rispetto al 2017, che equivale all’11,9% del Pil nazionale. Un dato di un certo peso, ma comunque in calo rispetto al 2014 quando si era registrato un picco del 13,0%.

Questo andamento è collegato alla diminuzione, pari a 2,9 miliardi rispetto al 2017, del valore aggiunto sommerso da sotto-dichiarazione e dall’utilizzo di input da lavoro irregolare (-1,7 miliardi). Sono in crescita il resto delle componenti per un complessivo di + 1,4 miliardi. L’economia illegale ha mantenuto stabile la propria incidenza con l’1,1%.

Rispetto al 2017 vi è anche una leggera variazione del peso riguardante le varie componenti dell’economia sommersa. Le quote ascrivibili alla sotto-dichiarazione sono passate dal 46,0% al 45,3%, l’utilizzo di input di lavoro irregolare dal 37,5% al 37,2%.

LEGGI ANCHE—> Roma, focolaio Covid all’interno dell’azienda Bartolini

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui