Lockdown Gran Bretagna, scatta la chiusura a tre livelli

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Lockdown in Gran Bretagna, il governo ha deciso di non chiudere tutto il Paese ma di adottare tre livelli diversi. A Liverpool non gradiscono

Lockdown Gran Bretagna, le decisioni del governo Johnson (Getty Images)

I casi di contagi in netta crescita allarmano di nuovo la Gran Bretagna ma almeno per ora il governo non farà scattare il lockdown generale. Lo ha confermato poco fa il premier britannico Boris Johnson che però ha una prioprità. quella di non far collassare il sistema sanitario nazionale.

Per qusto il Paese sarà diviso in tre aree diverse a seconda del livello di allerta, cioè medio, alto, molto alto per i contagi. Al momento non è prevista la chiusura delle scuole e delle università, anche se di fronte i britannici avranno mesi durissimi da affrontare e nessuno lo nasconde.

Boris Johnson (Getty Images)

La città che preoccupa di più allo stato attuale è Liverpool, inserita nella fascia di allerta più alta. Per questo tutti i pub e i bar saranno chiusi ma saranno anche vietati gli incontri nelle case. Chiusi anche centri ricreativi, palestre, agenzie di scommesse e casinò mentre i negozi rimarranno aperti, al pari delle scuole, di ogni ordine e grado.

In tutti gli alti posti inseriti nella fascia di livello medio, cioè la maggior parte del Paese,  limite massimo di sei persone per le riunioni e chiusura per i pub alle 22. Ulteriori restrizioni che aiuteranno a salvare vite ma anche a salvaguardare il sistema sanitario non bloccando però la vita di bambini e ragazzi.

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Lockdown Gran Bretagna, i sindaci del Nord temono il collasso dell’economia locale

Liverpool in kockkdown, la citta si ribella (Getty Images)

Ad allarmare è soprattutto il Nord dell’Inghilterra ed è anche la zona considerata più a rischio. Ma le restrizioni annunciate oggi e che in realtà erano state ampiamemnte anticopate nei giorni scorsi, scatenano polemiche. certamente a Liverpool, la più penalizzata, ma a rischio ci sono anche altri grandi città con Manchester e Newcastle.

Le autorità locali temono che l’economia locale, già pesantemente colpita dalla prima fase del Coronavirus, potrebbe essere affossata definitivamente. Le misure previste dal governo per ora sono il varo della cassa integrazione al 66% per i locali colpiti (era all’80% qualche mese fa) ma non bastano.

Sullo sfondo c’è la Brexit che dovrebbe scattare il 31 dicembre prossimo e che  certamente provocherà effetti pesante sull’economia del Paese. Ecco perché non c’è solo il Coronavirus a popolare gli incubi degli inglesi.

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