Lockdown Italia, arriva la risposta di Arcuri: gli scenari

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Lockdown in Italia, il timore alla luce della crescita nei contagi cresce ma per ora il governo non chiude. Lo conferma il commissario Arcuri

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Lockdown Italia, per ora il governo aspetta (Getty Images)

Italia a rischio lockdown dopo l’impennata di contagi nelle ultime settimane. La risposta (per ora è no) e l’ulteriore conferma è arrivata oggi da Domenico Arcuri, Commissario per l’emergenza che da otto mesi segue l’evoluzione del virus.

Intervistato da Lucia Annunziata su Rai 3, Arcuri ha confermato che allo stato attuale non esistono le condizioni per una nuova chiusura totale. Questo però non significa che ognuno debba dimenticare di fare la sua parte e aumentare la responsabilità personale per evitare guai maggiori.

Il dato essenziale per capire la situazione attuale, secondo il commissario, è quello dei pazienti ricoverati in terapia intensiva: “Il 31 marzo c’erano 4.023 pazienti, ieri 10 ottobre invece erano 390. Segno della risposta che il sistema ha dato rispetto all’epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati”.

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Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’ermergenza (Getty Images)

Arcuri ha anche confermato che nessuno allo stato attuale sa quando arriverà il vaccino contro il Coronavirus. Al momento ci sono dieci aziende eentrate nella fase 3 della sperimentazione. Intanto però è stata appena chiusa la gara per acquistare 5 milioni di test rapidi antigenici e ce ne sono in tutto oltre 100 milioni che possono essere acquisitoi entro una decina di giorni.

I numeri comunque sono confortanti. I contagi in Italia sono 15 volte meno rispetto alla Francia e 8 volte meno della Gran Bretagna. Ma soprattutto è aumentato in maniera esponenziale il numero di tamponi. Solo ieri, 10 ottobre, sette volte tanto rispetto al 31 marzo.

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Italia lockdown, tre scenari diversi allo studio in base all’aumento dei contagi

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Con il lockdown, fare la spesa al supermercato è diventato sempre più complicato (Getty Images)

Niente lockdown dunque in Italia, ma in realtà il Governo Conte lavora su tre possibili scenari a seconda di quello che potrà avventire da qui alle prossime settimane. Un piano elaborato insieme Comitato tecnico scientifico e che prevede interventi diversi per internsità e procedure.

Un primo scenario più soft, detto giallo, prevede una serie di misure immediate se l’indice Rt superasse di poco quota 1 come è già oggi in 13 regioni. Prevede alcuni stop alle attività su base oraria, ad esempio nei locali bar e nelle palestre più l’istituzione di ‘zone rosse locali”. ‘

Il secondo scenario, arancione, scatterebbe con un aumento dei contagi e un Rt compreso tra 1,25 e 1,5. Comporta un rischio più alto per il sistema sanitario e per questo potrebbero essere bloccate alcune attività produttive considerate più a rischio. In più sarebbero create ‘zone rosse con lockdown temporanei’ lunghe un paio di settimane. Per la scuola scatterebbe la didattica a distanza oppure per chi va in aula, uso della mascherina al banco.

Infine con un indice Rt sopra l’1,5 scatterebbe lo scenario rosso. Chiusura di scuole e università, possibilità di un lockdown generalizzato, con durataindefinita. Quindi chiusura totale o parziale di singole Regioni evitando però una chiusura generale.

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