Polizia, fermata rete di pedofili: video e foto di abusi online

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Continuano le operazioni della Polizia di Stato contro i pedofili. Le forze dell’ordine fermano la diffusione di video e foto di abusi.

Polizia pedofili
L’ultima operazione della Polizia Postale contro una rete di pedofili (Foto: Facebook)

Non si arrestano le operazioni della postale contro la pedopornografia. Infatti questa mattina, il corpo delle Forze dell’Ordine adibito alle comunicazioni, dopo un’oculata indagine, ha deciso di impiegare oltre 100 operatori  per compiere sequestri e perquisizioni. Sono diverse le città colpite tra cui: Bolzano, Brescia, Catania, Chieti, Como, Lecco, Milano, Napoli, Parma, Pisa, Roma, Savona, Sassari, Torino, Treviso e Varese.

Ma l’operazione della Polizia non si è fermata in Italia, ma è stata estesa in diversi stati europei. Nel territorio della penisola sono ben 20 le persone denunciate. Ovviamente su di loro pende l’accusa di diffusione di materiale pedopornografico, ma anche di istigazione a partiche di pedofilia. Come detto, però, sono diverse le persone straniere denunciate per lo stesso reato dal loro paese d’origine.

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Polizia, la postale ferma rete di pedofili: tre arresti

Polizia pEDOFILI
Sei denunciati per foto di minori su WhatsApp (via WebSource)

Negli ultimi mesi la polizia ha intensificato i suoi controlli contro le diverse reti di pedofili. Infatti questo è una delle più grande piaga di Internet, ricordiamo in passato come un folto grupp Telegram era noto per passarsi foto di minori ed altro materiale pedopornografico. Nell’ultima operazione oltre alle 20 denunce, ci sono stati anche tre arresti. In manette alcuni pedofili colti in flagrante.

Durante l’operazione della Postale, le forze dell’ordine hanno rilevato un grande uso da parte dei pedofili di Tor e VPN ossia dei sistemi di anonimizzazione e servizi di messaggistica crittografata, il tutto per scambiarsi materiale pedopornografico pensando di eludere i controlli della polizia postale. Tra il materiale rinvenuto sono stati trovati anche dei video raccapriccianti di abusi su minori, vittime di sadismo. In alcuni casi le vittime erano addirittura dei neonati.

Su diversi gruppi, alcuni di questi pedofili condividevano le loro esperienze con dei veri e propri racconti dei loro rapporti sessuali con minori. Altra scoperta scabrosa è la suddivisione delle vittime per età, sesso ed etnia. Durante la lunga indagine, gli operatori della postale sono riusciti anche a scoprire la località in cui venivano compiute le violenze,

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L.P.

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