Parigi, inizia processo contro Charlie Hebdo intentato dal comune di Amatrice

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A Parigi è ufficialmente iniziato il processo contro Charlie Hebdo, denunciato dal comune di Amatrice dopo l’uscita delle vignette dedicate al terremoto del 2016. 

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È iniziato a Parigi il processo per diffamazione contro Charlie Hebdo intentato dal comune di Amatrice. L’accusa che ha portato alla denuncia riguarda alcune vignette pubblicate dopo il terremoto del 2016. Subito dopo l’estate di quell’anno partì la querela del comune italiano e due mesi dopo quella francese contro il settimanale satirico per ingiuria e diffamazione. Le due vignette incriminate furono pubblicate il 31 Agosto e fin da subito scatenarono una forte indignazione per il loro contenuto. Infatti, arrivò subito una precisazione dell’ambasciata francese a Roma che affermò che “il disegno di Charlie Hebdo non rappresenta in nulla la posizione della Francia”. ll comune di Amatrice all’epoca dei fatti, giudicò sin da subito le vignette in questione profondamente offensive verso le vittime del terremoto e la popolazione italiana in generale. Il giornale però come in tante altre occasioni, si è sempre difeso invocando la libertà di espressione e di satira. 

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Charlie Hebdo, nuove minacce da Al Qaida

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Il 7 Gennaio del 2015 un gruppo paramilitare, che in seguitò rivendicò la sua appartenenza ad Al Qaida, attaccò la redazione di Charlie Hebdo in quello che sarebbe diventato uno degli attentati più conosciuti nella storia della Francia. Alcune settimane prima, il settimanale satirico aveva pubblicato delle vignette umoristiche su Maometto che avevano fatto profondamente arrabbiare e indignare la comunità islamica. Il bilancio del raid contro Charlie Hebdo fu drammatico, con 12 morti e 11 feriti. Le immagini diffuse dai giornali di quella sparatoria resteranno impresse nella mente dei francesi per molto tempo. E negli ultimi mesi, il gruppo terroristico è ritornato nuovamente a minacciare la redazione francese. Un organo antiterroristico denominato “Site” ha infatti intercettato alcuni messaggi di Al Qaida, e in uno dei comunicati si legge una frase piuttosto eloquente: “Pagherete di nuovo il prezzo di quello che fate”.

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