Covid-19, danni cerebrali per i contagiati: un terzo presenta malfunzioni

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Covid-19, danni cerebrali per i contagiati: un terzo presenta malfunzioni legate al patogeno SaresCvo2. Uno studio americano conferma l’incidenza sull’encefalopatia

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Covid-19, danni cerebrali per i contagiati: un terzo presenta malfunzioni (Foto: Getty)

Giorno dopo giorno arrivano novità sulle conoscenze del coronavirus. Negli ultimi mesi il mondo intero sta facendo i conti con le infezioni da SarsCov2 e ancora non è del tutto chiaro quali siano realmente i sintomi predominanti di tale patogeno. Per alcuni il problema principale è la respirazione, per altri i dolori muscolari, altri ancora la perdita del gusto e parzialmente dell’olfatto. Anche la febbre non compare in tutti i pazienti, rendendo anche più difficile capire realmente se si è stati contagiati attraverso un’auto diagnosi. In base a quanto riferito da uno studio cinese, però, una preoccupante percentuale del 36% dei malati presenta problemi neurologici, legati all’encefalopatia. Malfunzioni cerebrali che possono variare da un semplice intorpidimento momentaneo a veri e propri danni permanenti.

Ad analizzare il tutto è stato un nuovo studio americano della Northwestern Medicine che ha analizzato 509 pazienti ricoverati con Covid-19 negli ospedali di Chicago. Gli scienziati hanno scoperto manifestazioni neurologiche verificatesi nell’82% in qualsiasi momento durante il decorso della malattia.

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Covid-19, danni cerebrali per i contagiati: encefalopatia per almeno un terzo dei casi

Danni cerebrali Covid
Covid-19, danni cerebrali per i contagiati: un terzo presenta malfunzioni (Foto: Getty)

Secondo il gruppo di ricerca di Chicago tra i 509 pazienti Covid analizzati le manifestazioni neurologiche sono molto comuni.

Nello specifico di questi pazienti ospedalizzati con coronavirus:

– il 42% aveva manifestazioni neurologiche al momento della comparsa dei sintomi iniziali
– 63% al momento del ricovero
– 82% in qualsiasi momento durante il decorso della malattia

Secondo il dottor Koralnik: “L’encefalopatia, che è caratterizzata da una funzione mentale alterata che va da una lieve confusione al coma, è la manifestazione neurologica più grave dovuta al virus”.

Al momento della dimissione dall’ospedale, solo il 32,1% dei pazienti con encefalopatia era in grado di prendersi cura dei propri affari, rispetto all’89,3% di coloro che non avevano sviluppato encefalopatia. C’era anche una mortalità più elevata in questi malati (21,7%) rispetto al 3,2% di quelli senza.

L’approccio unico della clinica Neuro di Chicago, insieme a questo nuovo studio, contribuirà a plasmare l’assistenza a lungo termine per le persone che soffrono di complicazioni neurologiche dovute al coronavirus“, aggiunge il dottor Koralnik. “I pazienti e i medici devono essere consapevoli dell’elevata frequenza delle manifestazioni neurologiche e della gravità della funzione mentale alterata associata a questa malattia“.

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