Covid-19, direttore Spallanzani: “Non ci aspettavamo quest’impennata” 

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Covid-19, parla il direttore dell’ospedale Spallanzani. Il dottor Giuseppe Ippolito, intervistato al Corriere della Sera, conferma che la sanità nazionale non si aspettava una tale impennata nel post vacanze. 

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Previsti più posti letto in degenza ordinaria e in terapia intensiva (via Getty Images)

La situazione coronavirus in Italia ora si fa davvero preoccupante. Perché per quanto i casi gravi e i deceduti siano nettamente inferiori rispetto alla prima ondata, si registrano comunque 5.372 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. Numeri da pieno lockdown vissuto dallo scorso marzo in poi. Valori che fanno da apripista a una seconda incursione epidemiologica pronta a entrare nel vivo in vista dell’inverno.

Una situazione per la quale c’è da preoccuparsi e non poco, come evidenziato anche dal dottor Giuseppe Ippolito. Il direttore dell’ospedale Spallanzani di Roma, intervenuto quest’oggi ai microfoni del Corriere della Sera, ha infatti invitato ad alzare l’attenzione dati i segnali preoccupanti che incombono sullo Stivale.

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Ospedale Spallanzani (Foto: Getty)

Covid-19, parla il direttore dello Spallanzani

“Sono dati inaspettati. Non ce li aspettavamo”, ammette l’esperto. C’è solo una buona notizia in quest’incubo che torna a ripetersi: appunto le situazioni critiche finora contenute. “Il monitoraggio settimanale effettuato dalla cabina di regia del ministero della Salute e dell’Iss analizza con particolare attenzione il livello di ospedalizzazione e di occupazione delle terapie intensive. Al momento questo livello è controllato in tutte le regioni. Purtroppo non è escluso che possa salire”, evidenzia infatti il professore.

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Non ci dubbi su come il tutto sia riesploso: gli spostamenti consentiti a livello nazionale e internazionale, le vacanze dei mesi scorsi e in generale l’abbassamento della guardia una volta che le acque si erano apparentemente calmate. La soluzione? Usare la mascherina e tutte le altre misure di contenimento. Sono le uniche armi, al momento, considerando un vaccino ancora lontano e pronto a questo punto solo a 2021 inoltrato.

“Questo virus si diffonde per via aerea tramite il respiro e le secrezioni salivari. Tenere una distanza di sicurezza e limitare la “gittata” del nostro respiro coprendo le vie respiratorie riduce in maniera drastica la possibilità di infettarci e di infettare il nostro prossimo”, ribadisce il responsabile sanitario. Mentre la sanità pubblica dovrà concentrarsi soprattutto in una “comunicazione chiara, che non drammatizzi e non sminuisca”. 

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