Grecia, condannati estremisti di Alba Dorata: “È organizzazione criminale”

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Svolta in Grecia. Sono stati condannati gli estremisti di destra di Alba Dorata, colpevoli dell’omicidio di Pavlov Fyssas nel 2013

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Grecia, condannati militanti Alba Dorata: colpevoli dell’omicidio di Fyssas (Getty Images)

A 7 anni dall’omicidio di Pavlov Fyssas, rapper greco ucciso con due coltellate al cuore nel 2013, è arrivata la sentenza definitiva dal tribunale di Atene. Giorgos Roupakis (militante di Alba Dorata) e Nikos Michaloliakos (leader del partito) sono stati dichiarati colpevoli. “È un organizzazione criminale” le parole del giudice. Roupakis rischia l’ergastolo, mentre Michaliolakos e gli altri ex parlamentari fino a 10 anni di carcere.

Fuori dal tribunale, erano presenti oltre 15mila persone – in attesa della condanna definitiva – con fumogeni e striscioni. Alla sbarra nel processo, 68 i membri del partito convocati. Le indagini, infatti, sono state allargate alle centinaia di aggressioni avvenute negli ultimi anni da parte dei militanti del partito di Alba Dorata. Nel 2013, il partito di estrema destra era arrivato ad ottenere quasi il 10% dei voti, piazzandosi come terza forza politica del paese.

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Grecia, esponenti Alba Dorata condannati: la vicenda Fyssas

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Il partito di estrema destra commetteva crimini da anni (getty Images)

Poco fa, è avvenuta la condanna di Giorgos Roupakis, Nikos Michaloliakos e altri 68 militanti di Alba Dorata, partito di estrema destra in Grecia. Il processo è partito per l’omicidio di Pavlov Fyssas, rapper greco conosciuto col nome d’arte di Killah P ucciso il 18 settembre 2018 a Keratsini. Figura simbolo dell’antifascismo ellenico, venne ucciso con due coltellate al cuore in occasione di un’imboscata tesa da diverse decine di militanti del partito.

Fuori dal bar in cui è avvenuto l’episodio, c’erano diverse squadre anti-sommossa della polizia che avevano il compito di presidiare il posto. In realtà, il loro comportamento è stato oggetto di forti sospetti di connivenza con gli aggressori, anche se – riporta La Repubblica – non sono mai stati davvero provati.

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