Def, Gualtieri: “Patto fiscale per premiare la fedeltà dei lavoratori”

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Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha fatto il punto sugli obiettivi riguardanti il Def nella sua nota di aggiornamento

Recovery Gualtieri

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha proposto un patto fiscale che premi la fedeltà nella premessa della nota di aggiornamento del Def. “In ambito fiscale vi sarà un nuovo fondo che si alimenterà con i proventi delle maggiori entrate legate all’aumento della compliance fiscale. Essi, successivamente, verranno restituiti ai contribuenti sotto forma di riduzione del prelievo. Il Governo ha tutta l’intenzione di stabilire un patto fiscale, il quale possa premiare la fedeltà fiscale e contributiva di imprese e lavoratori, con gli italiani”.

Il ministro all’interno del testo spiega che la riforma sarà realizzata nell’arco di tre anni per semplificare il sistema e puntare al calo del prelievo. “Con le risorse del bilancio pubblico, vogliamo introdurre nel corso dei prossimi 3 anni una riforma del fisco finalizzata alla semplificazione ed alla trasparenza, al miglioramento dell’equità e dell’efficienza del prelievo ed ancora alla riduzione della pressione fiscale”. Gualtieri assicura che la riforma sarà disegnata in modo coerente rispetto alla legge delega riguardante l’assegno unico. Sarà anche un modo per favorire la partecipazione del pubblico femminile al mercato del lavoro ed aumentare la crescita demografica.

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Cos’è il Def

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Il DEF consiste nel Documento di Economia e Finanza nel cui testo l’esecutivo inserisce le politiche che vuole attuare in merito a precise previsioni di crescita. Entro il 10 aprile di ogni anno il governo stesso presenta il documento completo al Parlamento. In parole povere, è un documento che contiene gli obiettivi inerenti alla politica economia oltre che il programma dello Stato per il raggiungimento di precisi target in materia di Pil, deficit, debito pubblico ed inflazione.

Esso si costituisce di tre sezioni distinte, come previsto dalla riforma del 2011 tramite la quale si è trasformata l’allora ‘Decisione di finanza pubblica’ per adattarla agli standard comunitari.

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