Civitavecchia, finti tamponi a domicilio: due persone indagate

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Civitavecchia, finti tamponi a domicilio: due persone indagate. si tratta di un’infermiera e del compagno che avrebbero truffato almeno 30 persone

Frode test covid
Civitavecchia, finti tamponi a domicilio: due persone indagate (Foto: Getty)

In un periodo estremamente complicato sia a livello sanitario che economico c’è sempre chi cerca di fare il furbo. Approfittare di un’emergenza per arricchirsi e truffare il prossimo, purtroppo anche usufruendo dell’ansia da Covid. questo è quanto successo a Civitavecchia nelle ultime settimane quando un’infermiera e il suo compagno hanno truffato ben 30 persone. Le due persone accusate di concorso in falsità materiale, sostituzione di persona ed esercizio arbitrario della professione medica, eseguivano finti tamponi a domicilio. I test che venivano illecitamente sottratti in ospedale venivano poi utilizzati nelle case delle persone e davano sempre esito negativo, per non creare allarmismi. I referti venivano poi alterati al Pc, mostrando una falsa intestazione riferita all’ospedale Spallanzani di Roma.

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Civitavecchia, finti tamponi a domicilio: indagati un’infermiera e il suo compagno

Test Covid
Civitavecchia, finti tamponi a domicilio: due persone indagate (Foto: Getty)

Secondo quanto riportato da “Il Messaggero“, il ruolo dell’uomo era quello di trovare i pazienti per eseguire i test. L’infermiera invece si preoccupava di reperire il materiale medico per effettuare il tampone. Si proponevano le visite a un prezzo inferiore rispetto al mercato corrente, attirando molti soggetti in trappola.

Ad aggravare il caso della coppia è la presunta positività di una delle vittime, a cui era stata invece dichiarata una negatività fasulla. Questo potrebbe aver portato ad un involontario contagio di amici e parenti, con un danno ascrivibile proprio all’operato della coppia.

L’indagine sulla presunta truffa è nata grazie ad una delle vittime, che insospettita dal referto, decide di rivolgersi direttamente all’ospedale Spallanzani. Di qui la scoperta che “ufficialmente” quel tampone non è mai stato effettuato. Immediata la denuncia alle forze dell’ordine. Durante le perquisizioni all’interno dell’abitazione della coppia, vicino l’ospedale San Paolo, i Nas hanno ritrovato tamponi, lacci emostatici e vario materiale medico, riconducibile ai test.

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