Delitto di Garlasco: revisione del processo, la decisione

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Delitto di Garlasco: c’era attesa per la decisione della Corte d’Appello di Brescia per la revisione del processo ed è arrivata la decisione

Delitto di Garlasco, è arrivata la decisione sulla revisione del processo (Websource)

Il processo per il delitto di Garlasco, la tragica fine di Chiara Poggi 13 anni fa, non dovrà edssere rifatto e forse questa è la pietra tombale sulla storia. Oggi infatti la corte d’Appello di Brescia ha respinto la richiesta di revisione del processo nel quale era stato condannato in via definitiva Alberto Stasi.

Il 13 agosto del 2007 la 26enne Chiara fu trovata morta nella casa della sua famiglia a Garlasco, nel Pavese. Ben presto le indagini puntarono su Alberto, il fidanzato che era con lei la notte prima dell’omicidio. E nei vari gradi di giudizio la sua colpevolezza è stata giudicata e condannata.

Oggi la decisione della corte d’Appello bresciana che non ritiene di dover aprire un nuovo capitolo coem invece chiedeva la difesa di Stasi. Tutte le prove sulle quali era basata la richiesta in realtà sono già state esaminate e giudicate. Come scrive la corte “non sono state ritenute prove nuove in quanto trattasi di elementi noti e già valutati”. Rigettata anche la richiesta di rivedere la testimonianza di una teste chiave, la signora Travain, perché anche in quel caso era stata già soppesata.

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Delitto di Garlasco, la famiglia di Chiara Poggi è sollevata

delitto garlasco
Delitto di Garlasco, ci sono novità (YouTube)

La famiglia di Chiara Poggi ha aspettato il nuovo verdetto in silenzio. Ora però è arrivato il commento della mamma, la signora Rita: “Speriamo che sia finita davvero. Come famiglia eravamo più scocciati delle altre volte, ma siamo sempre stati tranquilli perché sappiamo che è stato fatto di tutto per accertare la verità”.

Soddisfatto anche Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. Ha spiagato ancora una volta che le carte ormai sono quelle, gli indizi gravi e che portano ad una sola conclusione sono sempre gli stessi. Quindi era impossibile immaginare un finale diverso. E il fondo quando a luglio la difesa di Stasi aveva chiesto la temporanea scarcerazione in attesa dell’eventuale revisione, era stata negata. Segno chedoveva andare così.

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