Milano, l’allarme del vicesindaco: “La Regione non ci dà i vaccini”

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Milano, l’allarme del vicesindaco: “La Regione non ci dà i vaccini”. Le cure anti-influenzali non sono sufficienti per coprire l’intera richiesta del capoluogo lombardo

Vaccino influenzale
Milano, l’allarme del vicesindaco: “La Regione non ci dà i vaccini” (Foto: Getty)

La situazione relativa al vaccino anti-influenzale inizia a farsi piuttosto seria nel nostro paese. Il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza ha raccomandato quest’anno di somministrare la “copertura” a tutti gli anziani e le persone immunodepresse per evitare di avere sovrapposizioni con i sintomi del Covid. Il problema però è quella di avere sufficienti dosi per coprire tutta la richiesta nazionale. Le forniture sono state ordinate a marzo, quando ancora non si poteva immaginare l’evolversi della situazione attuale e questo ha portato alla disponibilità di un numero esiguo rispetto al necessario. Ora bisognerà correre ai ripari ma con tempi ancora tutti da definire.

I primi intoppi si stanno vivendo già a Milano, dove il vicesindaco Anna Scavuzzo ha lanciato l’allarme. “La Regione non dà i vaccini al Comune“.

Ci hanno candidamente ammesso di non poter affrontare una vaccinazione massiccia della popolazione perché non hanno abbastanza dosi. Questo dopo settimane di incontri e richieste di disponibilità che hanno visto il Comune coinvolto nel proporre l’anti-influenzale al maggior numero di milanesi. Ci scrivono di procedere con strutture private per l’approvvigionamento“.

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Milano, l’allarme del vicesindaco Scavuzzo: “La Regione non ci dà i vaccini anti-influenzale”

Milano vaccini
Milano, l’allarme del vicesindaco: “La Regione non ci dà i vaccini” (Foto: Getty)

La Scavuzzo ha poi proseguito: “Non mi sono mai vergognata tanto della insipienza, della ignavia, della mancanza di senso di responsabilità nei confronti di noi cittadini e delle istituzioni. Si è veramente superato il limite e sulla salute dei cittadini non ci si prende in giro con annunci che tentano di coprire la verità. Non mi sono mai vergognata di essere lombarda, non vorrei dover iniziare proprio ora“.

Poi nello sfogo raccolto dai microfoni di Mediaset, il vicesindaco si rivolge all’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, lanciando un messaggio preciso.

Vogliamo da lui i numeri assoluti e non le sue interpretazioni. Quante persone siete tenuti a vaccinare perché anziane o fragili o sotto i sei anni e quanti vaccini avete? Potremo vaccinare anche i bambini più grandi? E per tutti coloro i quali non rientrano in queste categorie? Saremo esclusi a prescindere? Vogliamo risposte immediate“.

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