Ercolano, la scoperta: neuroni integri in un cadavere

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Ercolano, nuova straordinaria scoperta di alcuni studiosi itaiano: trovati neuroni integri in un cadavere sepolto dall’eruzione

Ercolano (Pixabay)

Nuova straordinaria scoperta ad Ercolano ed è tutta italiana. A oltre duemila anni dalla disatrosa eruzione che provocò morti e danni immensi, lì come a Pompei, ci sono ancora aspetti da sondare. Come il ritrovamento di neuroni perfettamente conservati nel cervello di una vittima che viveva lì.

La scoperta arriva dal lavoro dell’antropologo forense Pier Paolo Petrone (Medicina Legale dell’Università di Napoli Federico II). Ma con lui hanno collaborato archeologi, biologi, medici legali, neurogenetisti, geologi  e matematici di diverse unievrsitàò e centri ricerca italiani.

Straordinaria scoperta a Ercolano (Pixabay)

I neuroni, grazie alla vetrificazione del tessuto nervoso provocata dal  raffreddamento rapido della cenere dopo l’eruzione del Vesuvio, sono arrivati ai nostri giorni integri. Come ha spiegato lo stesso Petrone, trovare tessuto cerebrale in resti umani antichi è un evento non comune. Assolutamente raro però è che siamno state preservate in toto le strutture neuronali di un sistema nervoso centrale essendo passati 2000 anni.

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Ercolano, la scoperta sui neuroni in un cadavere non mette fine alla ricerca

Ercolano, ancora tesori da svelare (Pixabay)

Per la coperta sono state utilizzate tecniche avanzatissime di microscopia elettronica del Dipartimento di Scienze dell’Università di Roma Tre. Lo studio ha anche potuto analizzare  i dati di alcune proteine che erano già state identificate dai ricercatori in un lavoro pubblicato a gennaio scorso dal New England Journal of Medicine.

Ma il lavoro non finisce qui. Il Parco Archeologico di Ercolano ha come priorità le indagini antropologiche e vulcanologiche. In pratica tentano una ricostruzione delle varie fasi dell’eruzione, valutando anche i tempi di esposizione alle alte temperature così come il raffreddamento dei flussi. Tutte le informazioni che arriveranno dagli studi in corso potranno offrire importanti  criteri per la gestione delle emergenze nell’area vesuviana.

Lo sottolina Francesco Sirano, Direttore del Parco Archeologico di Ercolano. “Gli  straordinari risultati ottenuti dimostrano l’importanza degli studi multidisciplinari condotti dai ricercatori della Federico II. Ma anche l’unicità di questo sito straordinario, ancora una volta alla ribalta internazionale con il suo patrimonio inestimabile di tesori e scoperte archeologiche”.

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