Covid-19, nell’ultimo anno persi oltre 800mila posti di lavoro

0
27

Covid-19, nell’ultimo anno persi oltre 800mila posti di lavoro. In base ai dati Istat l’unico settore ad aver retto è quello dell’industria

meno 800mila posti lavoro
Covid-19, nell’ultimo anno persi oltre 800mila posti di lavoro (Foto: Getty)

La crisi economica internazionale era già pesante prima dell’arrivo del Covid-19. La pandemia mondiale di Coronavirus ha dato la mazzata definitiva al mercato del lavoro, già pesantemente gravato dai problemi della globalizzazione. L’ultima analisi svolta dalla Fondazione studi consulenti del lavoro, sulla base dei dati Istat di settembre, nell’ultimo anno si è registrata una perdita in Italia di 841mila posti. I problemi sono diversi in base ai settori, considerando che con il virus alcuni comparti sono addirittura cresciuti come fatturato. Secondo questo recente analisi uno dei pochi ad aver contenuto il calo è stato il settore industriale, con “solo” meno 10.000 occupati nel 2020. 

Discorso completamente diverso per turismo e commercio, crollati negli ultimi mesi e pesantemente condizionati anche in vista dei prossimi mesi. Il rischio di una seconda ondata e l’impossibilità di poter tornare alla normalità a breve sta spingendo molti imprenditori a chiudere la propria attività.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Confindustria: “Un milione di posti di lavoro a rischio”

Covid-19, nell’ultimo anno persi oltre 800mila posti di lavoro

Crisi lavoro per Covid
Covid-19, nell’ultimo anno persi oltre 800mila posti di lavoro (Foto: Getty)

Impressionanti i dati condivisi dalla Fondazione studi consulenti del lavoro che riguardano il turismo. La perdita occupazionale da giugno 2019 allo stesso mese del 2020 è di “246.000 unità, di cui 158.000 nei servizi di ristorazione e 88.000 negli alloggi“. Il calo totale in percentuale è del -3,6% con un taglio di 841.000 occupazioni. Sviscerando i numeri si può notare come nei settori dell’economia dei servizi in maggiore difficoltà troviamo i servizi ricettivi (-28,3%), seguiti dalle attività di ricerca, selezione e fornitura di personale (-18,6%). Poi le attività domestiche (-16,7%), quelle amministrative e di supporto alle imprese (-15,7%), e il noleggio e leasing (-15,2%).

Le uniche a far registrare un segno positivo sono le aziende tecnologiche, così come la filiera dell’assistenza tecnica (riparazione computer e smartphone), con un più 8,2%.

Ovviamente lo smart working e il trascorrere la maggior parte del tempo a casa ha fornito una spinta verso l’altro all’uso dei dispositivi elettronici.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Istat, dopo il Covid-19 persi 600mila posti di lavoro

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui