Covid, indice Rt in risalita: le dodici regioni a rischio

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Covid in Italia, l’ndice Rt nelle due settimane centrali di settembre è in risalita e ci sono dodici regioni a rischio

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Allarme Coronavirus, nuova andata in arrivo? (Getty Images)

Emergenza Coronavirus, sono i numeri a dire che l’Italia non è ancora ai livelli di marzo e aprile, ma comunque c’è da prestare attenzione. Nel mirino le due settimane centrali di settembre, quelle tra il 10 e il 23: l’indice di trasmissibilità Rt derivante dai casi sintomatici è pari a 1,01, quindi appena superiore alla soglia di tranquillità.

In particolare sono 11 le Regioni più le due Province Autonome con un Rt maggiore rispetto a 2. In testa il il Piemonte co 1,22 seguito dalla Campania con 1,19. Invece i territori italiani con il valore più basso sono Basilicata, Molise ed Emilia Romagna. E ancora, l’indice Rt in Lombardia è fermo a 0.86, quindi sotto la media nazionale.

Coronavirus Lombardia
Lombardia, per ora i numeri non allarmano (Getty Images)

Lo ha fatto sapere il monitoraggio settimanale del ministero della Salute insieme all’Istituto superiore di sanità. Il dato conferma il progressivo peggioramento della situazione generale e quindi il rischio di un sovraccarico sui servizi sanitari. Inoltre l’età media dei casi è di 42 anni, contro i 41 della settimana precedente.

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Coronavirus in Italia (Foto Twitter)

I focolai attivi al momento in tutta Italia sono  3.266, dei quali 909 nuovi. Tutti numeri in aumento per la nona settimana consecutiva visto che nella precedente settimana di monitoraggio erano stati catalogati 2.868 focolai attivi di cui 832 nuovi).

Inoltre questa settimana sono stati segnalati 14 focolai nel quali la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, ma non è stata sempre confermata. Stabile la percentuale dei focolai in ambito familiare (pari al 76,5% di tutti i focolai attivi ed erano 76,1% la settimana precedente). Aumenta invece la percentuale di focolai in ambito lavorativo (7,2% contro 5,6% la scorsa settimana) e diminuiscono quelli associati ad attività ricreative (4,5% contro 6,3% la settimana precedente)

Tutti dati da interpretare con cautela, come spiega il report. L’indice Rt calcolato sui casi sintomatici infatti potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale. E per questo l’allerta al momento è massima anche se l’Italia è messa meglio rispetto ad altri Paesi Europei.

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