Covid-19, Galli: “Serviva più attenzione, prossime settimane decisive” 

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Covid-19, Massimiliano Galli fa il punto della situazione. Intervenuto ai microfoni di Tgcom, l’esperto evidenzia gli errori commessi che hanno rimescolato le carte in Italia. 

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Massimo Galli ©Getty Images

“Se fossimo stati più attenti quest’estate, ce lo saremmo potuti risparmiare”. E’ questo il messaggio che Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano, ha mandato attraverso i microfoni di Tgcom24 a proposito della seconda ondata. La situazione non è di certo grave come in altri Paesi europei, ma poteva essere ancor più sotto controllo se non ci fossero state delle leggerezze di troppo da parte delle autorità.

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Rapporto dell’Istat-Iss sulla mortalità da Covid-19

Covid-19, Galli sulla seconda ondata

Perché è verso la politica che si indirizza la ‘ramanzina’ dell’esperto sanitario: “Il dato di fatto è che abbiamo di fronte un virus col quale non si può intavolare una trattativa. Ci sono problemi da gestire e questi andrebbero fatti con coerenza da inizio alla fine, senza stop momentanei o delle concessioni ai comportamenti che vanno al di là di quanto ci possiamo permettere”, sottolinea subito l’esperto.

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Doveva esserci ancor più fermezza nell’immediato post lockdown, sottolinea Galli: “Abbiamo ben capito che quest’estate ne abbiamo combinate alcune che hanno determinato un rimescolamento delle carte, includendo regioni che erano state risparmiate dalla prima ondata e che ora invece hanno dati allarmanti. Se fossimo stati più attenti quest’state, ce lo saremmo potuti risparmiare”. 

Invece c’è stata un calo di tensione generale, sebbene sorretto ma validi motivi, ma con controindicazioni ora pericolose: “Dovevamo riaprire le cose fondamentali tra cui la scuola, ma abbiamo fatto altro. La verità è che alcune cose non si potevano fare ancora. Nelle regioni del centro sud i casi erano pochissimi o addirittura zero. Lì è stato fatto un lavoro importantissimo in quel periodo, determinando l’estinzione di fatto di gran parte dei casi di infezione rimasti”. 

E adesso attenzione a quel che può ancora succedere: “Questi dati ci dicono che questa è una brutta bestia, dobbiamo fare la massima attenzione. Ci è andata bene adesso rispetto a Francia, Spagna o Gran Bretagna, ma non benissimo. I prossimi 15-21 giorni saranno decisivi per capire l’effetto scuola e aggiungerei anche l’effetto elezioni”. 

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