Coronavirus, anticorpi spariscono presto: più casi con nuova ondata

Secondo un ultimo studio sul Coronavirus, gli anticorpi spariscono presto. Così con la nuova ondata ci sono più casi di quelli accertati.

Coronavirus anticorpi
Tutte le caratteristiche del nuovo Covid-19 (via Getty Images)

La seconda ondata di Coronavirus è oramai arrivata, anche nel nostro paese ed in motli parlando di un’infezione ben diversa rispetto a quella della prima fase. Infatti ad oggi, gli anticorpi contro il Coronavirus sparirebbero presto, mettendo il corpo umano a rischio e facendolo ammalare nuovamente anche dopo una cura.

Infatti gli italiani contagiati dal Coronavirus potrebbero essere molti di più rispetto ai casi accertati. A dare l’importantissima indiscrezione ci ha pensato Paolo Gasparini, docente di genetica all’Università di Trieste e direttore del dipartimento di Diagnostica avanzata dell‘Ospedale Burlo Garofalo nel triestino. Per Gasparini i test sierologici potrebbero non essere abbastanza per tracciare tutti i casi.

Infatti sulla base di uno studio condotto proprio nell’ospedale triestino, Gasparini afferma che gli anticorpi apparsi nel corpo dopo la guarigioni dal Covid-19, spariscono poco dopo. Inoltre per il docente e direttore, ad oggi si attestano circa 1,5 milioni di contagi in Italia, ma il dato reale potrebbe avvicinarsi ai 6 milioni. Insomma, come ha avvertito il virologo Burioni nella giornata di ieri, la situazione potrebb essere ben più grave del previsto.

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Coronavirus, anticorpi scompaiono presto: le stime del prof. Gasparini

Coronavirus Anticorpi
L’emergenza Covid-19 in Italia sarebbe più grave del previsto (Foto: Getty)

La stima di circa 6 milioni di contagi, secondo Gasparini è più reale rispetto agli 1,5 milioni riportati dal governo. Il Coronavirus, inoltre potrebbe riapparire anche dopo le cure, proprio a causa degli anticorpi che resistono poco tempo nel nostro sangue. Inoltre riportando l’esemio dell’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste, il docente afferma che il 17% dei positivi tra marzo e aprile aveva sviluppato gli anticorpi. Ma dopo ben tre mesi, solamente l’1% di quei positivi era riuscito a conservare gli anticorpi nel proprio sangue.

Così il professore ha attestato la riduzione degli anticorpi nel tempo, aumentando il mistero che regna sulla pandemia. Infatti a quasi un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria, regna ancora l’incertezza sia sugli anticorpi, apparentemente poco efficaci, sia sulla pubblicazione del vaccino che sembrerebbe ancora lontana.

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L.P.

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