Palloni per i detenuti di Poggioreale, il bel gesto dell’Associazione Un’Infanzia da Vivere

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Pietro Ioia, garante per i detenuti della città di Napoli, e Bruno Mazza dell’associazione Un’infanzia da vivere hanno consegnato palloni per i detenuti del carcere di Poggioreale.

palloni per i detenuti di poggioreale

Un bel gesto voluto fortemente da Bruno Mazza, che nel suo passato ha conosciuto il carcere e sa che all’interno delle case circondariali mancano anche gli svaghi più semplici come i palloni da calcio. Così, lui e il garante Pietro Ioia hanno deciso -nell’ambito del progetto “Ripartire”- di donare 25 palloni al direttore della carcere di Poggioreale, Carlo Berdini.

palloni per i detenuti di poggioreale

L’ideatore dell’iniziativa è Bruno Mazza, riferimento dei bambini del Parco Verde di Caivano. Su Facebook ha così descritto il progetto: “Abbiamo consegnato i primi 25 palloni a Poggioreale. Poi dopo li consegneremo a Secondigliano e infine a tutti gli istituti penitenziari in Campania”.

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Palloni donati ai detenuti

Un momento di gioia anche per chi ha perso la libertà, in uno dei carceri con il maggior tasso di sovraffollamento d’Italia. Il direttore Berdini è stato molto felice di ricevere il regalo per i suoi detenuti, soprattutto in un periodo di tensioni dovute all’aumento di contagi da Coronavirus che in primavera hanno causato diverse rivolte anche negli istituti penitenziari. Un semplice regalo come un pallone da calcio può servire a rasserenare gli animi e garantire a tutti momenti di gioco.

La donazione dei palloni di calcio è solo l’ultima delle tanti iniziative che nel carcere di Poggioreale cercano di riabilitare i detenuti alla vita sociale e civile. Solo pochi giorni fa è stata presentata Brigata Caterina, la prima pizzeria all’interno della casa circondariale.

palloni per i detenuti di poggioreale

Un progetto apripista che serve dare fiducia a chi è recluso all’interno dell’istituto. Si tratta di un laboratorio formativo che insegna a realizzare pizze e fritture napoletane. Oltre a insegnare un mestiere ai detenuti che seguono i corsi, Brigata Caterina diventerà anche un ristorante vero e proprio dove anche gli altri detenuti potranno recarsi per mangiare una buona pizza.

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