Organizzavano raid contro extracomunitari: tre arresti a Marsala

Organizzavano raid contro extracomunitari solo per odio razziale: scattano tre arresti a Marsala, in provincia di Trapani. Ma le indagini proseguono: le aggressioni, infatti, avvenivano con un vero e proprio commando con tante altre persone coinvolte. 

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Organizzavano raid puniti contro extracomunitari solo per odio razziale: tutti arrestati. Si tratta di tre sgradevoli soggetti residenti a Marsala, in provincia di Trapani, che picchiavano selvaggiamente stranieri senza alcun motivo specifico se non per la loro provenienza estera. Le indagini sono state condotte dagli agenti del Commissariato di P.S. di Marsala, coadiuvati dai poliziotti della DIGOS di Trapani e del Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Occidentale” di Palermo.

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Organizzavano raid contro extracomunitari

L’allarme è scattato quest’estate, quando i casi si sono rivelati numerosi e soprattutto ravvicinati. Soprattutto nel weekeend, infatti, uno stranieri qualsiasi veniva massacrato in maniera del tutto gratuita. Situazione che hanno consentito alle forze dell’ordine di capire che alla base c’era un vero e proprio fenomeno con un gruppo criminale che si occupava di ‘sistemare’ queste persone.

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Alle botte erano affiancati insulti di vario tipo e soprattutto l’ordine di andare via dalla cittadina. Le frasi più ripetute, secondo quanto emerso, erano “africani di mer**, non dovete più parlare perché siete di colore” e “non avete il diritto di stare qui, questa è Marsala”. Gli agenti hanno poi scoperto una specie di vero e proprio ‘commando’ con cui questi si muovevano per aggredire, avvalendosi di un cospicuo numero di aderenti.

Tra le varie aggressioni ne emerge anche una nei confronti di un italiano, un titolare di un negozio, reo di aver provato a difendere un malcapitato che in quel momento stava subendo l’ira del branco. Oltre alle denunce, fondamentali sono state anche le riprese dei sistemo di video sorveglianza cittadina con cui sono stati identificati i soggetti arrestati e gli altri ancora indagati. Sui tre, nel frattempo, pende una misura di custodia cautelare in carcere.

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