Juventus-Napoli, medico azzurro ammette: “Partita a rischio rinvio”

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Juventus-Napoli è a fortissimo rischio rinvio a causa dei casi da Covid-19 scoperti in casa Genoa, squadra che ha affrontato gli azzurri proprio domenica. Ecco quanto ha riferito il responsabile tamponi del club partenopeo. 

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Juventus Stadium (Getty Images)

Juventus-Napoli di domenica ora è a fortissimo rischio rinvio: lo conferma Vincenzo Mirone, responsabile scientifico degli screening Covid-19 del club partenopeo. Il medico, intervenuto ai microfoni di Radio Marte, non ha fatto nascosto la realtà dei fatti dopo i positivi emersi in casa Genoa diverse ore dopo il match del San Paolo.

Juventus-Napoli verso il rinvio?

“L’attenzione è massima e con le risposte del secondo tampone attese sabato sarà difficile organizzare la trasferta in casa della Juventus, pertanto la partita è a rischio”, spiega infatti il medico. Nel frattempo l’ansia è alle stelle nel club di Aurelio De Laurentiis: “La preoccupazione è notevole considerando che durante la partita ci sono stati dei faccia a faccia come quello tra Osimhen e Masiello. Dopo il primo giro di tamponi potremmo già avere delle indicazioni, tuttavia quello decisivo sarò il secondo”, sentenzia giustamente il medico.

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Il professor Mirone, pronunciatosi sulla vicenda anche in diretta a CalcioNapoli24Tv, ha poi evidenziato l’impossibilità nel riaprire gli stadi: “Questa vicenda ci fa capire come sia rischioso riaprire uno stadio anche solo al 25% della sua capienza massima, nel caso del San Paolo si tratterebbe di 15mila spettatori il che, a mio avviso, sarebbe particolarmente rischioso considerando la presenza sugli spalti, gli ingressi e le uscite”. 

Ma soluzione, che sia per il calcio e non solo, a suo avviso non può essere di certo una chiusura totale: “Bisogna fare dei lockdown limitati, non possiamo distruggere l’intera economia come accaduto nei mesi scorsi. Bisogna procedere con interventi mirati dentro e fuori dal calcio. Quindi non possiamo aprire uno stadio, ma possiamo senz’altro avere circa mille persone finché non ci saranno delle maggiori garanzie”. 

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