Agrigento, scandalo reddito di cittadinanza: lo percepivano i mafiosi

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Agrigento, scandalo reddito di cittadinanza: lo percepivano i mafiosi. Una truffa da 300mila euro complessivi

Carabinieri
Agrigento, scandalo reddito di cittadinanza: lo percepivano i mafiosi (Foto: Pixabay)

Il reddito di cittadinanza ai mafiosi. Purtroppo non è solo una battuta di cattivo gusto ma la realtà scoperta dalle forze dell’ordine di Agrigento. Nell’inchiesta sono finite sotto la lente d’ingrandimento dello Stato ben 69 persone, con 11 social card sequestrate e un totale di 300mila euro di truffa accertata. I soggetti coinvolti erano tutti stati condannati in passato per crimini di stampo mafioso e alcuni stavano ancora scontando la propria pena.

Gli inquirenti hanno potuto accertare che i colpevoli avevano richiesto e ottenuto il sussidio statale destinato alle fasce di popolazione più povere. I 69 coinvolti nell’indagine sono state inoltre segnalate all’Inps, che ha immediatamente collaborato per la revoca dell’erogazione del contributo illecitamente riscosso.

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Agrigento, scandalo reddito di cittadinanza: lo percepivano i mafiosi

Reddito di cittadinanza ai mafiosi
Agrigento, scandalo reddito di cittadinanza: lo percepivano i mafiosi (Foto: Websource)

Secondo il procuratore capo Luigi Patronaggio, sono in corso altre indagini per capire se esistono anche persone collegate ai suddetti mafiosi che stavano percependo in modo illegittimo il reddito di cittadinanza. Il rischio è che il malcostume possa allargarsi a macchia d’olio, scoperchiando una realtà assai difficile da digerire, specie per tutte quelle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese. Secondo quanto sospettato dalle forze dell’ordine, molti avevano avanzato la richiesta pur usufruendo di stipendi in “nero” per altre prestazioni lavorative.

Uno scandalo che arriva dopo quanto accertato nel Lazio con i criminali di Artena. I responsabili dell’omicidio di Willy Monteiro, infatti, erano tutti regolarmente sostentati con il sussidio statale. A tutti gli effetti andrebbe rivista e corretta la procedura per poter accedere al reddito o perlomeno controllare in modo più approfondito chi riesce ad ottenerlo.

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