Pec obbligatoria, il primo ottobre scatta l’obbligo per le aziende: multe fino a duemila euro

0
82

Il primo ottobre 2020 scatta l’obbligo di possedere una mail pec per tutte le aziende, entra in vigore il Decreto Semplificazioni.

Donna legge le email

Per poter avere un’impresa sarà necessario possedere un domicilio virtuale con un recapito email certificato, ovvero una Pec. Soltanto in questo modo si potrà iscrivere la propria ditta nel Registro Imprese della Camera di Commercio.

Il concetto di domicilio digitale entra in vigore, l’unico modo per certificarlo in Italia è attraverso una mail Pec. Le multe per chi non si doterà della mail certificata possono andare da 206 a 2064 euro per le ditte, mentre per le imprese individuali potranno vedersi multate per un ammontare da 30 a 1548 euro.

Se la mail Pec diventa inattiva, il Registro delle Imprese procederà senza alcuna comunicazione alla cancellazione unilaterale con una diffida, a cui succederà anche la multa. Per tutti il termine massimo per dotarsi della posta certificata è il primo ottobre 2020, dopo quella data saranno applicate le multe.

Per comunicare la propria Pec al Registro delle Imprese basterà inviare una mail al seguente indirizzo: ipec-registroimprese.infocamere.it. Il servizio è del tutto gratuito e privo di burocrazia, bisognerà però apporre la firma digitale del legale rappresentante della ditta.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE > > > Decreto semplificazioni: cosa accade a chi non comunica la pec

Decreto Semplificazioni: la Pec obbligatoria

Chi non aggiornerà la propria posizione all’interno del Registro delle Imprese sarà multato, però avrà un domicilio digitale assegnato d’ufficio dalla Camera di commercio. Lo si avrà attraverso il Cassetto Digitale che gli imprenditori hanno grazie alla Camera di commercio. Potranno così ricevere documentazione fino all’attivazione di una Pec valida.

Qualora l’impresa oppure il libero professionista non accederanno al domicilio digitale dato d’ufficio rischieranno di ricevere le notifiche di atti aventi valore legale senza poterne prendere visione. Visti questi problemi, le diverse Camere di Commercio hanno attivato dei servizi di assistenza tecnica per aiutare gli imprenditori meno avvezzi alla tecnologia ad accedere al proprio cassetto digitale per visionare e scaricare la documentazione.

Il Decreto Semplificazioni era stato varato dal Cdm del 6 luglio 2020. La sua finalità era giungere alla riduzione dei costi della burocrazia. Nel dl si legge: “Il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale (pec) all’albo, è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro 30 giorni”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui