Coronavirus, Ricciardi: “Vietato sgarrare, i contagi sono ormai al limite”

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Intervistato da Il Messaggero, il membro del board dell’Oms e consulente del governo Walter Ricciardi ha parlato dell’emergenza Coronavirus in Italia

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Walter Ricciardi ha parlato dell’emergenza Coronavirus in Italia (photo screenshot da Facebook)

Il Coronavirus è tornato a far preoccupare seriamente la maggior parte dei Paesi europei. Tra i più colpiti ci sono Francia e Gran Bretagna, che già hanno adottato alcune misure restrittive per limitare l’aumento dei casi. Anche in Italia, però, si parla ormai di numeri simili a quelli di inizio pandemia.

Intervistato da Il Messaggero, il membro del board dell’Oms e consulente del governo Walter Ricciardi ha parlato proprio di questo. “Per il momento, siamo sicuramente messi meglio rispetto a Paesi come la Francia” le parole riportate da Open:Questo grazie alle scelte prese durante e dopo il lockdown. Ma adesso anche noi stiamo pagando l’allentamento delle restrizioni avvenute in estate, dobbiamo stare molto attenti“.

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Coronavirus, Ricciardi: “Non possiamo più sgarrare”

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Il membro del board dell’Oms si è detto molto preoccupato per un’eventuale seconda ondata (Getty Images)

Senza troppi giri di parole, Walter Ricciardi si è detto molto preoccupato dei numeri relativi al Coronavirus che l’Italia sta registrando nelle ultime settimane. “Basta con questo liberi tutti, non possiamo più andare oltre” le sue parole: “Si tratta di un’epidemia che ha crescite esponenziali e repentine. Se oggi ci sono 3mila casi, tra due settimane ce ne sono 15mila al giorno. Non ci è più permesso sgarrare“.

Su una possibile seconda ondata poi, nonostante la preparazione da parte dell’Italia, Walter Ricciardi ha comunque sottolineato una situazione sanitaria ancora non adatta.Parliamoci chiaro: almeno 2 ospedali su 3 non sono pronti. Ci sono regioni come l’Emilia, il Veneto e il Lazio che sono messe bene, ma altre sono troppo indietro” ha sottolineato il membro del board dell’Oms: “Mi preoccupano i posti nelle terapie sub-intensive. Sono ancora troppo pochi“.

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