Brescia, moglie data alle fiamme dal marito muore dopo una settimana in ospedale

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Ha perso la vita la moglie ricoverata da una settimana all’ospedale di Genova dopo che suo marito le aveva dato fuoco al culmine di un litigio per futili motivi.

sala operatoria in ospedale

Mina Safine aveva 45 anni e veniva dal Marocco, dove aveva conosciuto suo marito che ha 55 anni. Domenica di una settimana fa erano in casa a Brescia, ma dopo una lite l’uomo ha tentato di ucciderla dandole fuoco. Le gravi ustioni riportate dalla donna avevano reso necessario il ricovero nel reparto della terapia d’urgenza, dove purtroppo non ce l’ha fatta.

Gli uomini dell’Arma dei Carabinieri che hanno svolto gli accertamenti hanno ritrovato nell’appartamento l’alcol infiammabile utilizzato come arma del delitto. L’uomo era stato portato in carcere con la sola accusa di tentato omicidio, che oggi diventa di omicidio vero e proprio.

Il marocchino ha fatto scena muta davanti agli inquirenti che negli scorsi giorni lo hanno convocato per l’interrogatorio di garanzia. Anch’egli ha riportato delle ferite che hanno reso necessario il suo ricovero in ospedale. Da fonti inquirenti sembrerebbe che la rissa sia scoppiata improvvisamente e senza motivi di rilievo. Il marito avrebbe poi preso l’alcol e l’avrebbe gettato addosso alla donna, che ha anche accennato a fuggire ma le fiamme appiccate dal consorte l’hanno avvolta in pochi secondi rendendola una torcia vivente.

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Femminici in aumento in Italia

La prima pista seguita è stata quella dell’omicidio religioso o problemi nell’integrazione del contesto sociale di Brescia, ma successive verifiche hanno mostrato che marito e moglie seguivano le proprie tradizioni senza apparenti contrasti.

Mina Safine era stata soccorsa rapidamente dai sanitari del 118 che l’avevano trasportata agli Spedali civili di Brescia dove la gravità delle ustioni riportate su tutto il corpo aveva reso necessario il ricovero. Per l’aggravarsi del quadro clinico, la donna era stata portata all’ospedale di Genova specializzato nel trattamento dei grandi ustionati.

Restano quindi del tutto oscuri i motivi del folle gesto, maturato in un contesto di apparente normalità domestica. La piaga dei femminicidi in Italia non accenna ad arrestarsi e nel 2020 il lockdown e la convivenza forzata hanno peggiorato le statistiche, tanto che le ultime stime riportano oltre 50 donne uccise da inizio anno.

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