Coronavirus, i pazienti obesi hanno più probabilità di morire: lo studio

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Alcune condizioni legate all’obesità possono rendere le persone maggiormente suscettibili al coronavirus: secondo uno studio gli obesi hanno più possibilità di non sopravvivere una volta infetti

Covid-19 Fiumicino

Alcune condizioni legate all’obesità, tra cui infiammazione e permeabilità intestinale, possono rendere tali pazienti più sensibili agli effetti del coronavirus. Questo spiega perché sono anche maggiormente a rischio di morire a causa dell’infezione. Lo studio arriva dall’University of Texas Southwestern che ha pubblicato i risultati sulla rivista scientifica eLife. Gli stessi spiegano come i farmaci utilizzati per ridurre l’infiammazione dei polmoni potrebbero essere utili per combattere la malattia nei pazienti obesi.

“Si è dimostrato che alcune condizioni preesistenti aumentano il rischio di gravità del Covid-19 tra cui obesità e diabete di tipo 2”, queste le parole di Philipp Schere, direttore del Touchstone Center for Diabetes Research, che illustra il numero dei morti di Covid nella contea di Dallas tra marzo ed agosto. Del totale, il 47% aveva il diabete. Inoltre, il 31% dei ricoverati era diabetico mentre il 17% obeso.

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Coronavirus, due i possibili trattamenti per gli obesi

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La teoria degli esperti è che il grasso abbia alte quantità di recettori Ace2 che sono gli ingressi per il virus sulle cellule. L’aumento di questi recettori porterebbe ad una maggior carica virale del virus. Gli Ace2 possono essere immessi in circolazioni e finire nei polmoni aumentando la concentrazione di Sars-Cov-2 nel tessuto. L’aumento dell’espressione di Ace2 negli individui obesi porta ad uno squilibrio nei segnali chimici che inducono l’infiammazione.

Il desametasone, steroide già utilizzato con buoni risultati, pare possa essere particolarmente utile per i pazienti obesi. Esso riduce l’infiammazione a livello sistemico. Anche i Ppar-gamma antagonisti possono essere un valido trattamento: si tratta di una classe di farmaci con diversi effetti. Tra questi, l’abbassamento dell’infiammazione e dello zucchero nel sangue.

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