Russia, Aleksei Navalny dimesso. Putin: “Si è avvelenato da solo” 

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Aleksei Navalny è stato dimesso. Dopo aver rischiato seriamente la vita a causa di un avvelenamento, l’oppositore russo ha superato la criticità. Ma nel frattempo piovono accuse da Putin. 

Alexei Navalny
Alexei Navalny, i medici vietano il trasferimento (photo Getty)

Russia, Aleksei Navalny è stato dimesso. Ma per l’oppositore russo, adesso, c’è anche il danno oltre la beffa. Perché secondo quanto riferito da Vladimir Putin, sarebbe stato lui stesso ad avvelenarsi. E’ questo, infatti, quanto avrebbe riferito l’attuale presidente al collega Emmanuel Macron lo scorso 14 settembre. Lo rivela le Monde citando fondi anonime ma vicine al leader politico.

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Caso Navalny
Anche Mike Pompeo punta il dito contro i funzionari russi (photo Getty)

Aleksei Navalny dimesso: arrivano le accuse di Putin

Putin – sempre stando alla ricostruzione del quotidiano – avrebbe definito Navalny come “un piantagrane che su Internet  già in passato ha simulato problemi fisici”. Immediata la replica del diretto protagonista. Interpellato a tal proposito, Navalny ci ha ironizzato su riferendo che il suo piano geniale era quello di cucinare il Novichok, imbarcarsi su un aereo per morire in Siberia durante questa corsa politica. “Ma Putin mi ha scoperto”, ha aggiunto il 44enne russo.

Nel frattempo, come divulgato già da una settimana, lo staff di Novichok assicura di avere le prove di un avvelenamento mirato nei confronti del soggetto. Secondo quanto rivelato dal team direttamente su Instagram, la materia chimica usata per compromettere lo stato di saluto di sarebbe stata nascosta in una delle due bottiglie offerte gratuitamente in hotel. La trappola, dunque, sarebbe avvenuta presso l’albergo e non all’aeroporto come sospettato inizialmente.

“Abbiamo deciso di raccogliere tutto ciò che potesse contenere ipoteticamente qualcosa di utile al fine di consegnarlo ai medici in Germania”, si legge nel post divulgato giorni fa sui social. E ancora: “Era abbastanza ovvio che il caso non sarebbe stato indagato in Russia”. Ed è proprio qui che, stando a quanto riferito, che sarebbero emersi gli indici: “Due settimane dopo un laboratorio tedesco ha trovato tracce di Novichok proprio sulla bottiglia d’acqua della camera. Altri laboratori lo hanno confermato”.

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