Coronavirus, allarme in Israele: si pensa a lockdown più rigido

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Allarme Coronavirus in Israele. Il governo locale sta pensando di attuare un lockdown ancora più stretto di quello attualmente in vigore

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Coronavirus, in Israele si pensa a nuove misure restrittive (Getty Images)

Nelle ultime 24 ore, Israele ha registrato un numero vicino ai 7mila contagi da Coronavirus. Si tratta di dati decisamente preoccupanti, sopratutto considerando il lockdown attualmente in vigore. Secondo quanto riportato dall’Ansa, il premier Benyamin Netanyahu starebbe pensando a restrizioni ancor più stringenti, per far sì che la curva dei contagi si abbassi.

A breve, il capo di governo israeliano presiederà la riunione del Gabinetto di governo sul Covid, durante il quale proporrà una serie di nuove misure. Tra queste, dovrebbe esserci la chiusura delle sinagoghe anche per Yom Kippur – che è la maggior ricorrenza religiosa ebraica – dando il permesso di pregare solamente all’aperto. Saranno poi introdotte dure limitazioni al diritto di manifestazione.

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Coronavirus, Israele verso un nuovo lockdown: le misure

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Le misure pensate dal premier israeliano (Getty Images)

Sono diverse le nuove misure che il premier dell’Israele Benyamin Netanyahu sta pensando di attuare, in seguito al crescente aumento dei casi da Coronavirus. Nonostante il lockdown attualmente in vigore, infatti, nella sola giornata di ieri sono stati registrati quasi 7mila nuovi casi. Tra le misure che il governo sta pensando di attuare, oltre a quelle già elencate, ci sarebbe il blocco del lavoro – se non per le imprese essenziali – a partire dai prossimi giorni. Anche per quanto riguarda il settore aereo, dovrebbero esserci diverse restrizioni.

Si parla della chiusura totale dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, il principale collegamento della capitale israeliana. Secondo quanto riportato dall’Ansa, il blocco dovrebbe avvenire da dopo Kippur a metà festa di Sukkot, ossia dal 28 settembre al 5 ottobre. Non manca l’appoggio alla possibile decisione da parte di esponenti religiosi, che stanno ordinando la chiusura di diverse sinagoghe.

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