Chiara Appendino condannata a 6 mesi di reclusione: auto-sospesa dal M5s

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Chiara Appendino, prima cittadina di Torino, ha subito una condanna a sei mesi di reclusione per falso ideologico: si è auto-sospesa dal M5s ma non da sindaco.

chiara appendino

A conclusione del procedimento Ream, la sindaca Appendino è stata condannata in primo grado a sei mesi di carcere per falso ideologico in concorso al suo assessore al Bilancio, Sergio Ronaldo.

Una condanna anche per il capo di Gabinetto Paolo Giordana, ma la prima cittadina non lascia l’amministrazione comunale e dichiara di voler arrivare alla fine del suo mandato.

In virtù del Codice Etico del M5s, la Appendino si è auto-sospesa dal Movimento. Nello stesso processo era imputato anche il direttore Paolo Lubbia, del settore finanziario, che però è stato scagionato.

Anche per il sindaco le accuse di abuso d’ufficio e falso sono state rilevate infondate, la sua assoluzione è per tre dei quattro capi di imputazione.

La sindaca di Torino dice di voler aspettare la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per capire cosa le viene imputato di preciso, dicendosi sicura di aver sempre operato per il bene comune dei cittadini.

La sentenza non attiva la Legge Severino, che prevedere la sospensione del politico condannato anche in primo grado.

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Il processo Ream

Il processo per cui è arrivata la condanna parte nel 2017, quando un esposto dei capigruppo dei partiti all’opposizione nel Consiglio Comunale attiva la denuncia del Collegio dei revisori dell’ente.

Si tratta di una somma di denaro che il Comune di Torino dovrebbe restituire da quando era sindaco Piero Fassino alla Fondazione CRT Ream.

La cifra ammonta a 5 milioni di euro, ma nel 2016 la sindaca e il suo entourage decidono di rimandare la restituzione di due anni.

Una manovra forse non possibile, così che per la Appendino e l’assessore Ronaldo vengono chiesti dai pm un anno e due mesi di condanna.

La sentenza di condanna è stata emessa nella stessa giornata in cui vengono resi noti i risultati del referendum costituzionale e delle elezioni regionali. Forse proprio per questo, il Tribunale la rende pubblica solo a urne chiuse.

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