Nuovo scontro Iran-Usa, Pompeo: “Sanzioni Onu tornano in vigore”

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Torna ad accendersi il dibattito diplomatico tra Iran e Usa con il segretario di stato, Mike Pompeo, che annuncia il ritorno in vigore delle sanzioni Onu.

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Il segretario Usa sullo scontro con il paese asiatico (via Getty Images)

Si riaccendono gli attriti tra Iran ed Usa. All’inizio di questo 2020, prima ancora della pandemia, si era rischiata una vera e proprio guerra. Infatti dopo che Donald Trump ordinò l’uccissione di Qasem Soleimani, popolare capo militare iraniano, la tensione esplose tra i due paesi, con la nazione islamica che promise una vendetta con la stessa arma utilizzata dal tycoon.

Nella notte a riaccendere il fuoco è stato il segretario Usa, Mike Pompeo. Infatti, ai microfoni nazionali, Pompeo ha annunciato il ritorno in vigore delle sanzioni Onu, nei confronti del paese iraniano. Ma non solo, infatti Pompeo ha anche minacciato di conseguenze per i paesi che non rispetteranno tali regole. Il segretario ha concluso il suo discorso affermando: “Gli Stati Uniti accolgono con favore il ritorno di praticamente tutte le sanzioni Onu in precedenza revocate contro la Repubblica islamica dell’Iran”.

Le dichiarazioni di Pompeo, però, sorprendono anche gli alleati europei e le altre nazioni dell’Onu. Infatti stando alle fonti degli altri paesi delle Nazioni Uniti, i provvedimenti annunciati da Pompeo non sono stati mai rimessi in vigore.

Iran-Usa, Pompeo annuncia: “Estensione permanente dell’embargo sulle armi”

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Le parole di Mike Pompeo sui provvedimenti Onu (Getty Images)

Durante il suo discorso, riassunto con un paio di tweet sul proprio profilo ufficiale, Pompeo ha anche annunciato un’estensione permanente dell’embargo d’armi. Tale decisione per Pompeo è necessaria per mantenere la pace nel territorio. Negli occhi degli Usa, l’Iran è lo stato che per eccezione promuovo una politica principalmente terrorista ed antisemita.

Ma già lo scorso 21 agosto, Pompeo si era mobilitato per far ripristinare le sanzioni inflitte all’Iran. In seguito ci fu uno scambio di lettere tra l’ambasciatricia americana, Kelly Craft, e l’ambasciatore indonesiano Dian Triansyah Djani. In tali lettere, gli Usa reclamavano il mancato rispetto dii Teheran sull’accordo nucleare firmato nel 2020.

La scadenza del reclamo degli Usa è fissata al 21 settembre. Infatti, proprio in questo giorno le Nazioni Unite si riuniranno e si preannuncia una conferenza con Donald Trump, Xi Jinping e Vladimir Putin, oltre che Hassan Rohani, presidente iranianano.

L.P.

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