Stalking sul lavoro, l’ad cronometrava anche la pausa pranzo

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Stalking sul lavoro, l’amministratore delegato di una società è accusato di comportamenti oppressivi nei confronti di una dipendente

Stalking, arrestato nel Torinese un ad molesto (archivio Pixabay)

Gli ambienti di lavoro possono diventare un’ossessione, specie con capi come quello che nel Torinese è appena finito ai domiciliari. Lui è l’amministratore delegato di una società che lavora nel campo dei sistemi tecnologici e l’accusa è pesante. Aver vessato in continuazione una dipendente con comportamenti anche provocatori.

Come quando, secondo le testimonianze raccolte dalla Procura, cronometrava le pause pranzo della donna. E non solo, perché la controllava di continuo, con chiamate e messaggi sul cellulare aziendale, anche la sera e nei weekend. E sarebbe anche arrivato a giustificarsi dicendo che l’azienda era sua, lui pagava lo sipendio e quindi tutti dovevano fare quello che diceva.

Matera
Sulla vicenda ha indagato la Polizia dopo lòa denuncia (Screenshot Facebook)

L’indagine è partita dopo la denuncia presentata dalla dipendente nell’ottobre 2019. Assunta da un anno, era arrivata al limite e in quei giorni era stata costretta a rimanere a casa con una sindrome depressiva da stress in ambito lavorativo. Ha così deciso di consultare un centro anti-violenza e poco successivamente la polizia per far cessare quelle umiliazioni.

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Atti persecutori e violenza privata, le accuse sono pesanti

Oltre al controllo diventato ossessivo, la donna ha anche denunciato che l’ad l’accusava di mancanza di disponibilità e di fedeltà all’azienda. Avrebbe anche incaricato una persona di sua fiducia di farla seguire. La situazione è arrivata al limite quando la dipendente era stata sollevata dall’incarico, con una nuova posizione decisamente meno qualificante.

Alla fine l’uomo le aveva a inviato una lettera di licenziamento per giusta causa, ma il provvedimento era stato revocato dall’altro socio, anche perché non era stato consultato. Al suo rientro al lavoro, la dipendente aveva trovato la scrivania senza computer e la porta senza maniglia. Così aveva accusato un malore per il quale era intervenuto del 118. E in quell’occasione il suo datore di lavoro avrebbe pure intralciato i paramedici, tanto che era stata chiamata anche una volante.

La dipendente era anche cronometrata nelle pause (Getty Images)

Nei giorni scorsi è stato eseguito il provvedimento del giudice. L’accusa è di atti persecutori e violenza privata e il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta di arresti domiciliari per il manager che ora dovrà difendersi

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