Covid-19, strano effetto sulle elezioni: nessuno vuole lavorare nei seggi

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Covid-19, strano effetto sulle elezioni: nessuno vuole lavorare nei seggi. Mancano presidenti e scrutatori per la tornata elettorale dei prossimi giorni

Elezioni Covid
Covid-19, strano effetto sulle elezioni: nessuno vuole lavorare nei seggi (Foto: Getty)

Ci siamo. La tornata elettorale è alle porte. Domenica 20 settembre (dalle 17 alle 23) e lunedì 21 settembre (dalle 7 alle 15) oltre 45 milioni di italiani sono chiamati alle urne per esprimere il loro parere sul referendum relativo al taglio dei Parlamentari. Inoltre, dopo lo slittamento dovuto alla pandemia di coronavirus, si procederà anche al voto dei consiglieri e dei governatori in 7 Regioni (Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia) e alle amministrative in circa 1.000 comuni. Una due giorni davvero intensa che aveva causato anche qualche polemica per la scelta delle scuole come luoghi di riferimento per espletare la pratica.

Ora il problema sembra essere anche un altro, ovvero la mancanza di presidenti e scrutatori da metterei nei vari seggi. L’effetto Covid ha lasciato il segno anche per un lavoro occasionale che solitamente portava tantissime adesioni. Un modo per arrotondare il proprio stipendio svolgendo un ruolo civilmente utile.

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Covid-19, strano effetto sulle elezioni: nessuno vuole lavorare nei seggi

Voti seggi
Covid-19, strano effetto sulle elezioni: nessuno vuole lavorare nei seggi (Foto: Getty)

Un fuggi fuggi generale che ha accomunato varie Regioni, da Nord a Sud. Indisponibilità diffuse e certificate da pareri medici fantasiosi. Molte rinunce sono arrivate proprio all’ultimo momento e hanno costretto le amministrazioni locali a cercare degli operatori di emergenza. Ad esempio la Corte di Appello ha nominato 200 volontari della Protezione civile per ricoprire il ruolo di presidente e scrutatore.

A Milano il comune ha lanciato una serie di appelli via social, dopo il centinaio di dietrofront arrivati nell’ultima settimana. Il messaggio recitava letteralmente: “Informiamo i cittadini che stiamo cercando presidenti di seggio per il referendum costituzionale. È possibile candidarsi direttamente all’Ufficio elettorale di Via Messina 52 fino alle 16 di oggi basta portare con sé un documento d’identità”.

Discorso simile anche a Genova, dove un terzo degli scrutatori si sono tirati indietro (ben 855 su 2.644).

Anche in questo caso è stato usato Facebook come fonte di reclutamento. Qualora non dovesse bastare sarebbero pronti gli stessi impiegati comunali a mettersi all’opera.

Va ricordato che per le rigide misure sanitarie previste, sia i votanti che gli operatori dovranno sempre indossare la mascherina per tutto il corso della tornata elettorale e disinfettare sempre le mani con il gel prima dell’ingresso in cabina.

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